Facebook, Zuckerberg rompe il silenzio e ammette “gli errori”

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Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha rotto il silenzio. La sua azienda, ammette, deve prendere provvedimenti per impedire agli sviluppatori di utilizzare in modo improprio dati personali trasmettendoli a terzi dopo la recente vicenda che ha coinvolto Cambridge Analytica. “Abbiamo anche commesso errori – ha scritto in un post su Facebook -, c’è ancora molto da fare e dobbiamo fare un passo in avanti e farlo”.

Ma Zuckerberg ha anche lanciato un allarme, si è detto “sicuro che qualcuno stia provando” a usare il social network per interferire con le elezioni di metà mandato degli Stati Uniti. Ha detto infatti in un’intervista alla Cnn: “Sono sicuro che c’è una seconda versione di tutto quello che è stato lo sforzo russo nel 2016, sono sicuro che ci stanno lavorando”. Ha poi insistito: “E ci saranno alcune nuove tattiche che dobbiamo essere sicuri di individuare e fronteggiare”. Zuckerberg ha detto che i membri dello staff del social network stanno “costruendo tecnologia” e assumendo personale per eliminare propaganda e altri attacchi. “Uno dei grandi impegni che abbiamo assunto quest’anno è raddoppiare il numero di persone che lavorano per la sicurezza dell’azienda. Entro la fine di quest’anno 20.000 persone lavoreranno alla sicurezza e alla revisione dei contenuti in questa azienda”, ha insistito.

Da qui le perplessità della rete. E se fosse tutta un’invenzione per rendere “accettabile” il lavoro di censura che verrà posto in essere? E se non fosse una vera e propria battaglia contro le fake news ma un intervento per impedire la libera circolazione del pensiero?

Anche quella sarebbe una violazione di uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei. Si tratterebbe di pratiche scorrette.

Guarda caso il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, intervistato da Repubblica, ha appena presentato alla stampa la Web tax, l’imposta europea del 3% sul fatturato dei colossi digitali, che ogni anno dovrebbe fruttare 5 miliardi di euro. “Il Parlamento europeo – aggiunge Moscovici – ha chiesto a Mark Zuckerberg di presentarsi a Strasburgo per un’audizione: io non sono un parlamentare europea ma gli consiglio di dare spiegazioni appropriate. Ad ogni modo, ogni genere di comportamento inappropriato andrà cambiato”.

La pagina web del partner della società di consulenze britannica Cambridge Analytica in India intanto è stata oscurata ieri sera dal governo di New Delhi sulla scia delle polemiche riguardanti la violazione della privacy di 50 milioni di utenti Facebook.

Il caso si ingrossa.

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