Dazi Trump, “pistola a tempia della Ue” ma è la Cina la prima a reagire

Politica

Il giudizio del premier belga Charles Michel al suo arrivo alla seconda giornata del vertice Ue, dove la questione dei dazi è la prima in agenda, è tranchant. Dagli ultimi sviluppi sui dazi Usa emerge sempre più “una volontà del presidente degli Stati Uniti di negoziare con l’Ue mettendole una pistola alla tempia”, e questo “non è un modo leale di negoziare con un partner così solido sul piano storico” quale è l’Europa.

La discussione sul commercio sul tavolo europeo, anziché avvenire ieri sera a cena, è stata spostata a questa mattina ed è rimasta aperta anche alla premier britannica Theresa May che sarebbe dovuta ripartire per Londra già ieri notte. Dopo la questione dazi, il Consiglio si riunirà a 27 per dare il via libera alle intese su addio e periodo di transizione e alle linee guida negoziali per le relazioni future. A seguire, prenderà il via l’Eurosummit sulla questione della riforma dell’eurozona.

In effetti la preoccupazione sulla questione è lecita: i primi dati che arrivano dalla borsa non sono certo confortanti. Le borse europee deboli dopo il crollo dei listini asiatici per i dazi Usa sui prodotti cinesi. Parigi (-1,42%) è la peggiore dietro a Francoforte (-1,3%), Madrid (-1,25%) e Milano (-1,28%). Deboli i futures Usa dopo la chiusura pesante di Wall Street della vigilia, che già scontava l’annuncio della Casa Bianca. A livello macroeconomico sono saliti i salari del 4/o trimestre in Francia, mentre dagli Usa sono in arrivo gli ordini di beni durevoli, previsti in rialzo così come quelli di beni capitali e le vendite di case nuove.

Intanto la Cina promette di colpire gli Stati Uniti sul commercio non appena i dazi decisi dall’amministrazione guidata da Donald Trump entreranno in vigore. Lo ha reso noto un alto funzionario del Ministero del Commercio di Pechino, Chen Fuli, vice capo del Dipartimento per i Trattati e le Leggi del Ministero del Commercio, in una nota rilanciata dal Quotidiano del Popolo, il massimo giornale della Cina, organo di stampa del Partito Comunista Cinese. “La Cina presterà stretta attenzione ai progressi in base alla sezione 301” dell’Us Trade Act, in base al quale sono possibili indagini e sanzioni commerciali unilaterali da parte degli Usa nei confronti dei partner commerciali.

Insomma la mossa di Trump segna “un precedente molto brutto” nei rapporti bilaterali e la prima a rompere la è la Cina che “non vuole combattere una guerra commerciale, ma non ha paura di una guerra commerciale”.

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