#Camere, parla Becchi: “Di Maio un disastro ma proviamolo premier”

Interviste

Presidenti delle camere, regge l’accordo nel centrodestra sul nome di Paolo Romani per il Senato ma salta l’accordo con il M5S. Il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale promuove Salvini a pieni voti, mentre boccia senza appello Luigi Di Maio. Intanto oggi fumata nera, salvo sorprese, in entrambi i rami del Parlamento. Il veto dei 5Stelle sul nome di Romani in quanto condannato, e l”indisponibilità di Di Maio e company a sedersi ad un tavolo delle trattative con Silvio Berlusconi, ha fatto saltare l’accordo che il leader leghista e quello pentastellato erano sembrato ad un passo dal concludere: presidenza di Palazzo Madama al centrodestra e presidenza di Montecitorio ai grillini. Ora si riparte daccapo.

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Professore, l’asse Salvini- Di Maio si è rotto o è ancora possibile un patto per il governo?

“Ma quale patto vuole possibile con uno come Di Maio? Salvini sta cominciando a dimostrare vere doti da statista; sa mediare, è disposto al compromesso ma senza venir meno al suo programma. Di Maio invece sta mostrando tutta la sua incapacità politica. Purtroppo però gli italiani vogliono mettere i 5Stelle alla prova e allora mettiamoceli una buona volta”.

C’è però chi dice che in realtà Salvini si è dovuto arrendere a Berlusconi cedendo sul Senato per il timore di veder andare in frantumi i governi del Nord. Condivide?

“Assolutamente no. Salvini ha giustamente dovuto mediare per tenere unito il centrodestra anche sacrificando la presidenza del Senato. In compenso Berlusconi gli ha riconosciuto la leadership di coalizione, cedendo anche la presidenza del Friuli Venezia Giulia alla Lega che ora governerà le tre regioni più importanti e produttive del Nord. Quindi direi che è uscito a testa alta da questa situazione. Chi invece ne esce a pezzi è Di Maio”.

Per quale motivo?

“Perché ha dimostrato di essere ancora una volta completamente inaffidabile politicamente. Come del resto era già avvenuto con il Tedeschellum. Prima hanno fatto l’accordo per il sistema elettorale alla tedesca, poi si sono rimangiati tutto. Così, il Tedeschellum è saltato e ci siamo ritrovati il Rosatellum. Oggi hanno fatto la stessa cosa. Prima Di Maio ha detto a Salvini che l’accordo era fatto, poi ha fatto marcia indietro dicendo che lui con Berlusconi non ci parla. Ma mica ci doveva fare l’amore. Avrebbe dovuto concordare i presidenti delle camere. Piaccia o no Berlusconi è il leader di una forza politica, certamente in via d’estinzione, ma oggi ancora in campo. Alle volte questi dei 5S mi sembrano più immaturi dei bambini dell’asilo”. 

Non è che Di Maio sta facendo le prove per un governo con il Pd anti-renziano e Leu?

“Guardi, sarebbe auspicabile. Sa dove sta il vero dramma? Nel fatto che agli italiani questi comportamenti non scandalizzano affatto perché poi arriva il sondaggista di turno e ci dice che il M5S è al 42%. Gli italiani ti rispondono che non sono stati ancora provati nonostante le figuracce che fanno dalla mattina alla sera. Non è neanche un problema di sindaci, perché se si vede come amministrano Roma viene da strapparsi i capelli. Però la gente ti risponde che a livello nazionale non hanno ancora governato e che è giusto provarli. E allora proviamoli una volta per tutte”.

Ma come, se non hanno i numeri per formare un governo?

“Basterebbe che tutti gli altri partiti si astenessero durante la votazione sulla fiducia o si inventassero qualsiasi altro marchingegno per farli andare al governo da soli. Lasciamoli governare sei mesi, basterebbe questo lasso di tempo per avere prova della loro assoluta incapacità. Farebbero danni a raffica come fanno nelle città in cui governano e alla fine cacciarli via, sarebbe una liberazione per tutti. Finalmente avendoli provati, la gente smetterebbe di votarli. Mi rendo conto che questo è un ragionamento cinico ma è l’unica forma di auto-difesa. La finiremmo così di veder salire ad ogni sondaggio le loro percentuali”.

Ma il Paese non si è detto che ha bisogno di stabilità?

“Ma quale stabilità, finiamola con la balla dei mercati e della borsa. Da giorni ci stanno ripetendo che quando fra qualche giorno si dimetterà Gentiloni, l’Italia piomberà nel caos. Sciocchezze. Il presidente della Repubblica lo farà andare avanti per gli affari correnti che possono durare anche cinque anni. Chi ci racconta che con le dimissioni di Gentiloni avremo lo spread alle stelle vuole soltanto scatenare il terrore nell’opinione pubblica. Un Governo ci sarà sempre. In Germania sono stati più di sei mesi senza governo, in Spagna Rajoy è stato in carica nove mesi fra una votazione e l’altra senza avere la maggioranza, in Belgio sono stati un anno e mezzo senza governo e alla fine i belgi neanche lo volevano più”.

Ma quindi oggi l’unico governo possibile quale può essere?

“Ma se non sono in grado di mettersi d’accordo su due presidenze, come possono mettersi d’accordo su un governo? Viene voglia di rimpiangere la prima repubblica quando i partiti erano davvero una cosa seria. Prima del 1992 non si vedevano certe sceneggiate come quelle cui stiamo assistendo oggi. I presidenti delle camere venivano eletti alla prima votazione con l’accordo fra i principali partiti, indipendentemente poi dagli accordi di governo. Questi pentasellati non sono capaci di mettersi d’accordo su nulla e sarebbero inaffidabili pure come amministratori di un condominio”.

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