Arresto Puigdemont, Torriero: “Finita come è cominciata: un bluff come è lui”

Politica

E’ finita come è cominciata: un bluff. La secessione catalana era virtuale, impossibile, illegale, e con l’arresto in Germania del fuggitivo, grottesco, ambiguo, e soltanto mediatico, suo capo Puigdemont, si conclude una vicenda che lascerà solo feriti, nel senso figurato e non solo, amarezza e sconfitti.
A questo punto, gli indipendentisti catalani, sempre pronti a scendere in piazza, per scontrarsi con l’odiato esercito centralista di Madrid, sanno chi ringraziare.

Puigdemont li aveva illusi e spingendo sulla separazione, ora a conti fatti, non hanno né Repubblica, né secessione, né separazione e perderanno anche parecchi pezzi della loro indipendenza. La loro autonomia, infatti, sarà rimodulata, alla luce della nuova realtà: un parlamento di Barcellona diviso, con una coalizione indipendentista prevalente, ma senza vera maggioranza e un primo partito, secondo il voto, unionista, che dà le carte. E con i capi, amici di Puigdemont in carcere. Bel risultato. Mollati pure dalla Ue.

Riavvolgendo il nastro di una “slealtà istituzionale”, come l’ha definita re Felipe, ricordiamo alcuni punti salienti:
1) L’autonomia della Catalogna non era un risultato, un obiettivo rivoluzionario da ottenere, ma un principio costituzionale già effettivo e presente nella Costituzione del 1978, votata a stragrande maggioranza pure dai catalani. Semmai andava estesa alle materie fiscali,
2) Le tesi separatiste non erano e non sono maggioritarie in Catalogna. Il 53% dei catalani è per l’unità della Spagna;
3) La rivendicazione unilaterale di indipendenza, con l’opzione di formare addirittura una Repubblica indipendente e sovrana (con una Spagna monarchica), era un quesito irricevibile, illegittimo e incostituzionale. Nullo quindi il referendum;
4) La libertà delle autonomie dentro la legalità è legittima, ma fuori della legalità è eversione, sovversione. E la repressione, per ripristinare la legalità, che la Catalogna stava violando, è stata a sua volta, legittima. Nessun fascismo da parte di Madrid, ma mera repressione democratica;
5) L’indipendentismo catalano, d’altra parte, da tempo ha assunto connotazioni estremamente diverse dalla rivendicazione di una giusta identità storica e culturale. Stava come sta, trasformandosi in un individualismo libertario di massa, laicista e filo-Ue, che la stessa Ue (che si fonda sulla libera adesione e sui trattati degli Stati nazionali sovrani), non poteva accettare, come non ha accettato.

Puigdemont mentiva sapendo di mentire. E ora sta tentando la sua ultima carta: diventare un eroe, una vittima. Dove ha bleffato? Gli eroi che storicamente pensano di sovvertire gli Stati sovrani, mettono in conto che le rivoluzioni possono essere vinte come perse, e mettono in conto la naturale reazione delle autorità minacciate. E soprattutto spargono sangue. E la secessione della Catalogna si è rivelata virtuale, mentre il sangue (gli scontri passati, presenti e quelli che speriamo non ci saranno), e l’arresto del suo leader, si sono rivelati reali.

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