Morto Frizzi, Red Ronnie ci racconta: “Mi commosse con un telegramma”

Interviste

Addio a Fabrizio Frizzi. Il popolare conduttore televisivo è morto stanotte all’improvviso lasciando sgomento quel pubblico innamorato dell’eterno “ragazzo della tv”(così veniva definito) partito dalla tv dei ragazzi e poi diventato un presentatore di punta della rete ammiraglia della Rai. Tanti i messaggi di affetto che tanti colleghi dello spettacolo, ma ancora di più la gente comune, gli stanno tributando sui social . Fra questi anche il collega e amico Red Ronnie che Lo Speciale ha contattato. Sono così riaffiorati tanti ricordi legati sia a collaborazioni artistiche che a momenti di amicizia che sono andati ben oltre la sana e leale competizione televisiva.

SU LO SPECIALE I MESSAGGI DI CORDOGLIO

Chi era Fabrizio Frizzi?

“Una persona strepitosa che aveva come principale qualità la gentilezza”

Che ricordi ha di lui?

“Con lui presentai la prima Partita del Cuore nel 1992. Fui io a convincerlo e lui mi ha sempre ringraziato per questo. Poi ci siamo trovati in competizione il sabato sera. Fabrizio conduceva il programma di punta su Raiuno e io Roxy Bar su Videomusic. Ovviamente non c’era partita fra noi, eppure la mattina ricevetti un telegramma di auguri da parte sua. Questo mi fece capire quanta nobiltà d’anima avesse. Una persona generosa che non sembrava nemmeno un personaggio della televisione. Non dico che chi fa tv se la tiri, ma certamente non sono pochi quelli che si montano la testa. Lui no, lui era incredibile. Direi che era fantastico “.

Come era invece lontano dai riflettori?

“Quando ci incontravamo era un momento davvero bello per tutti. Mi creda, in questo momento è davvero difficile spiegare quanta umanità ci fosse in lui. Era una persona normale, e lo era con tutti. Questo di lui mi stupiva particolarmente. Il suo essere un volto noto della televisione capace di mantenere una semplicità straordinaria quanto spontanea””.

La notizia della sua morte l’ha sorpresa?

“Sì, anche se devo dire che ieri sera ho acceso casualmente la tv e l’ho visto. Ho avuto come l’impressione che non stesse bene, che fosse triste o angosciato per qualcosa. Ho visto dagli occhi che qualcosa non andava. Non era lui insomma. E badi bene che ieri sera è stato un puro caso che abbia acceso la tv, perché difficilmente lo faccio e proprio a quell’ora lui era in trasmissione. Non potevo immaginare quello che sarebbe successo dopo poco, ma vedendolo così turbato mi dispiaceva molto. Non era il Fabrizio che incontravo e che rideva sempre”.  

Se dovesse descrivere una qualità di Frizzi, quale sceglierebbe?

“La meticolosità. Era precisissimo nel suo lavoro. Si appuntava tutto, studiava, passava intere ore a rileggersi quello che scriveva, voleva che tutto andasse alla perfezione. Non si abbandonava mai all’improvvisazione. Voleva sapere tutto, essere informato di tutto. Qualche volta lo prendevo in giro. Quando è capitato di lavorare insieme come appunto con la Partita del Cuore, ironizzavo sugli appunti che prendeva in continuazione e scherzosamente gli domandavo: ‘Ma che succede se te li porto via?’ . Creda, abbiamo perso un grande artista”.

In quale programma Frizzi ha dato il meglio?

“In tutti, indistintamente. La sua professionalità era costante”.

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