Meloni contro Salvini: spuntano i Ministeri al Nord

Politica

“Qui sbaglia Salvini. Non è all’ordine del giorno e non lo sarà lo spostamento dei ministeri. Guai a togliere qualcosa alla capitale italiana”. L’attacco della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata dal ‘Messaggero’, è contro il leader leghista, che sembra non dimenticare di essere padano.

Meloni pone la “questione cruciale dei poteri di Roma” e afferma: “E’ urgente una legge speciale che dia potyeri e competenze nuove e vere. Va riempito un capitolo vuoto perché Roma capitale finora è stata solo un’etichetta, nient’altro che un titolo. Il riconoscimento si è limitato da parte dello Stato a 100 milioni all’anno”. Secondo Meloni, “Roma va valorizzata e non punita, ha già dato tutto e non bisogna chiederle più niente. Invece di dare, è venuto il momento per la capitale di ricevere”, perchè “anche il rilancio del Mezzogiorno ha bisogno di una Roma forte e con tutti i suoi pezzi al loro posto e ben funzionanti”.

Per Matteo Salvini però “l’autonomia e, in chiave futura, il federalismo sono temi diventati patrimonio comune”. Ci deve essere volontà di confronto ha detto intervistato dal ‘Corriere della sera’. Tre le sue parole chiave: “lavoro, tasse e sicurezza. Io credo che anche ai Cinque stelle possa interessare un dialogo su questi temi. Credo che alcuni dei nostri punti fermi, lo stop alla Fornero, l’approccio sull’immigrazione e la sicurezza possano riguardare anche loro”.

Salvini esclude che Di Maio possa pensare a un’intesa con il Pd: “Mi stupirei dei 5 stelle”. “Il Pd ha perso – ragiona – sarebbe davvero bizzarro che una forza che si vuole rivoluzionaria si facesse stampellare dagli sconfitti. Se Di Maio vuole governare col Pd, auguri”.

Se non si supererà lo stallo il segretario della Lega vede un nuovo voto: “Se mi rendessi conto che non c’è una via di uscita, che nessuno è disposto a fare passi indietro, bisognerebbe tornare a chiedere agli italiani”. Per Salvini il ritorno alle urne è una possibilità al “50 per cento”. Ma “non è quello per cui io lavoro e non faccio di certo il calcolo che nelle urne incasserei di più”

 

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