Nuova “scomunica” del Papa ai mafiosi: “Finti cristiani, finiranno male”

Politica

Papa Francesco è tornato ancora una volta a “scomunicare” i mafiosi. Non è la prima volta che lo fa e oggi, all’udienza generale del mercoledì lo ha ribadito a chiare lettere a poche ore dall’inizio del triduo pasquale.

Domani infatti si entrerà nei tre giorni più importanti dell’anno liturgico in cui la Chiesa ricoderà il sacrificio di Gesù Cristo, dall’ultima cena alla morte in croce per poi resuscitare dai morti il giorno di Pasqua. Si entrerà insomma nel cuore della fede cristiana.

Anche quest’anno il pontefice ha scelto di celebrare il rito della lavanda dei piedi che si svolge il giovedì santo in un carcere. Si recherà infatti nel penitenziartio romano di “Regina Coeli” dove laverà i piedi di dodici detenuti. Il Papa celebrerà la santa messa nella “Rotonda” del carcere e poi al termine visiterà i detenuti in infermeria.

E proprio con riferimento al gesto della lavanda dei piedi, Francesco è tornato a lanciare una nuova “scomunica” contro i mafiosi.

“Un mafioso di cristiano non può avere nulla – ha detto il pontefice – Ci sono i cristiani finti e sono quelli che dicono Gesù è risorto, io sono stato giustificato da Gesù, sono nella vita nuova ma vivo una vita corrotta. Questi cristiani finti finiranno male”.

“Un cristiano – ha aggiunto ancora- se veramente si lascia lavare da Cristo, se veramente si lascia spogliare da Lui dell’uomo vecchio per camminare in una vita nuova, pur rimanendo peccatore, non può più essere corrotto; non può più vivere con la morte nell’anima, e neanche essere causa di morte. Il prossimo, soprattutto il più piccolo e il più sofferente, diventa il volto concreto a cui donare l’amore che Gesù ha donato a noi. E il mondo diventa lo spazio della nostra nuova vita da risorti”.

“In piedi, e con la fronte alta, possiamo condividere – ha concluso il Papa – l’umiliazione di coloro che ancora oggi, come Gesù, sono nella sofferenza, nella nudità, nella necessità, nella solitudine, nella morte, per diventare, grazie a Lui e con Lui, strumenti di riscatto e di speranza, segni di vita e di risurrezione”.

Va detto che la Chiesa già con Giovanni Paolo II aveva evidenziato l’incompatibilità fra l’essere cristiani e mafiosi, nonostante in alcuni centri del Sud i boss fossero addirittura in prima linea nelle processioni religiose, trasportando le madonne e i santi. Negli ultimi anni la vigilanza della Chiesa su questi fatti è diventata molto più efficace al punto che alcune diocesi hanno anche diramato circolari per definire le modalità di svolgimento delle processioni e i requisiti necessari per far parte di confraternite religiose. Escludendo tassitavemente i mafiosi, veri o presunti. Un giro di vite che Francesco sembra stringere sempre di più.

 

Condividi!

Tagged