Riabilitazione Berlusconi, Becchi: “Rassegnati Silvio, tuo ciclo è finito”

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Silvio Berlusconi ha avanzato richiesta di riabilitazione al tribunale di Milano per potersi ricandidare. Per il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale si tratta di una mossa giusta sul piano giudiziario ma totalmente sbagliata da quello politico. E spiega perché. La ripulitura della fedina penale, macchiata dalla condanna definitiva per frode fiscale, potrebbe consentire a Berlusconi di tornare alla politica attiva ancor prima che a pronunciarsi sia la Corte europea dei Diritti dell’uomo i cui tempi decisionali sarebbero ancora lunghi. Il leader di Forza Italia teme elezioni anticipate e spera così di potersi ricandidare il prima possibile.

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Berlusconi vuole la riabilitazione. In Forza Italia molti pensano che con lui candidato non ci sarebbe stato il sorpasso della Lega. E’ davvero così o piuttosto è vero che il ciclo berlusconiano si sta esaurendo?

“Berlusconi è purtroppo chiuso in un mondo tutto suo ed è circondato di persone che sono pronte a fargli credere tutto ciò che vuole. L’idea che si è fatto è di aver perso le elezioni per l’impossibilità di candidarsi, ma tutti sappiamo che non è così. Il mancato raggiungimento del 40% da parte del centrodestra è stato determinato dalla sconfitta al Sud dove Forza Italia ha sbagliato a presentare i candidati. Berlusconi ha perso completamente il contatto con la realtà. Si è rinchiuso negli studi televisivi convinto così di raggiungere il maggior numero di persone, ma questa strategia alla fine si è rivelata completamente fallimentare. Le elezioni si vincono stando sul territorio, non in televisione”.

La sconfitta più amara per Berlusconi sembra però quella all’interno del centrodestra. Il suo voler tornare in campo sembra in realtà una sfida a Salvini. O no?

“Salvini e di Maio hanno vinto le elezioni perché hanno battuto il territorio. La grande colpa di Berlusconi è stata anche quella di non aver creato una successione. Ad ottantadue anni si può ancora stare sulla scena, ma da padre nobile e non da protagonista. La richiesta di riabilitazione giuridicamente è ineccepibile e io su questo ho sempre difeso Berlusconi, considerando vergognosa la sua esclusione dalla politica sulla base di norme fatte valere retroattivamente per lui. E’ stato un grande atto di ingiustizia. Ma il punto qui non è giuridico, è esclusivamente politico. E lui adesso nei confronti di Salvini si sta comportando molto male”.

Perchè? In fondo non gli ha riconosciuto la premiership del centrodestra?

“Attenzione, c’è un particolare da considerare. Se il centrodestra si presenterà in ordine sparso alle consultazioni al Quirinale darebbe l’idea di essere diviso al proprio interno. Da Mattarella deve andare soltanto Salvini a nome di tutta la coalizione, magari accompagnato dai capigruppo dei vari partiti. Andarci divisi equivarrebbe a fare un favore a Di Maio. Perché il M5S è l’unico movimento che da solo ha il doppio dei voti degli altri partiti presi singolarmente. Per questo dico che il centrodestra deve andare unito e dimostrare di essere compatto intorno alla premiership di Salvini. Non farlo potrebbe comportare un indebolimento della coalizione facendo emergere in modo netto la supremazia dei grillini. E perché Mattarella a quel punto non dovrebbe sentirsi autorizzato a premiare il partito che da solo ha preso più del 30%? Anche perché avrebbe la conferma che Berlusconi non si fida di Salvini”.

Forse Berlusconi si sta rendendo conto che potrebbe non esserci nessuna alternativa al ritorno alle urne e cerca di bruciare le tappe.

“Sbaglia se si illude che Forza Italia possa tornare a vincere con lui in campo. La sua era politica è finita. La realtà è quella disegnata da queste elezioni che hanno consacrato la nascita di una nuova generazione di politici. Certo, anche Renzi era giovane e si è vista la fine che ha fatto. Ma Renzi era un prodotto di Napolitano, anche se oggi ne prende le distanze, Salvini e Di Maio sono invece il prodotto della gente che li ha votati. C’è una nuova classe dirigente che si sta facendo strada. Berlusconi dovrebbe seguire l’esempio di Grillo che si è fatto da parte, prima con i vari passi di lato, ora con mille passi indietro tornando ai suoi spettacoli di cabaret. Ha capito perfettamente che la sua spinta propulsiva si è esaurita e che lui non serve più né al M5S, né alla politica”.

Però in Forza Italia come ha detto lei manca un successore, visto che Berlusconi ha bruciato tutti i suoi potenziali delfini.

“Il successore c’è, si chiama Salvini. Invece di mettergli continuamente i bastoni fra le ruote, Silvio dovrebbe ritagliarsi il ruolo del garante smettendola nel voler determinare le sorti del gioco. Si rassegni il leader forzista. E’ vero che esiste uno zoccolo duro di berlusconiani ortodossi che saranno pronti a votarlo fino alla morte anche di fronte a candidature impresentabili, ma questo zoccolo si sta riducendo sempre di più. Ormai Forza Italia è una ristretta minoranza nel Paese e non sarà certo un suo ritorno in campo a cambiarne le sorti. Il dado è tratto. Auguri a Berlusconi per la sua completa riabilitazione, ma politicamente non gli servirà per resuscitare”.

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