Ungheria, Orban stravince. Cosa cambia e quali effetti su Europee 2019

Politica

Schiacciante vittoria in Ungheria per il partito Fidesz del premier Viktor Orban che ha sfiorato il 50% distaccando di molti punti gli avversari dell’opposizione. Il premier uscente si appresta così a ricorprire il suo terzo mandato all’insegna di quel programma fortemente sovranista che negli ultimi anni lo ha portato allo scontro con l’Unione Europea.

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Orban sta diventando sempre più un leader per i partiti sovranisti europei, soprattutto per la sua politica anti-immigrazione che ha portato alla chiusura dei confini ungheresi ai migranti. Atteggiamento condannato dall’Europa, ma che è stato molto apprezzato in patria dove l’appartanenza alla Ue è sempre più vista con ostilità dalla maggioranza della popolazione, che guarda invece con sempre più favore verso la Russia di Putin.

E difatti adesso tutti si aspettano da Orban politiche sempre più anti-europeiste e sempre più indirizzate a rinsaldare i legami con Mosca. Non ci sarà probabilmente una vera e propria uscita dalla Ue, almeno non nell’immediato, ma sicuramente una critica ancora più serrata nei confronti delle politiche di Bruxelles con una forte accentuazione del nazionalismo ungherese e la rivendicazione e l’occupazione di quegli spazi che l’appartenenza alla Ue rischia di ridurre.

E in previsione delle elezioni europee del prossimo anno, sicuramente intorno ad Orban si potrà costruire uno schieramento di forze sovraniste, che potrebbe unire le destre europee compresa la Lega di Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, ora che la stella di Marine Le Pen è in grande. C’è quindi l’esigenza di una nuova leadership intorno alla quale costruire la protesta identitaria e sovranista di tutti quei movimenti nazionalisti  sempre più allergici ai dikatat di Bruxelles. Non è escluso che in questo blocco possa poi entrare anche il Movimento 5Stelle che al momento però sembra più interessato ad accentuare il carattere europeista rispetto ai toni anti-euro del recente passato. Ma dal momento che i 5S hanno abituato a cambi di campo anche repentini,non è escluso che fra un anno possano ripensare la loro strategia di fronte ad un mutato quadro politico.

Altro punto cardine del programma di Oban è la difesa dei valori cristiani messi in serio rischio, secondo la destra ungherese proprio dai flussi migratori. A detta di Oban questi sarebbero appositamente organizzati dal magnate statunitense, ma ungherese di origini, George Soros. Per Orban Soros starebbe cercando di cambiare il volto e il profilo culturale, etnico e religioso dell’Europa e dell’Occidente proprio favorendo i flussi migratori e portando con l’immigrazione il caos in tutti i paesi Ue. Per questo Orban ha deciso di alzare i muri ai confini dell’Ungheria. Molti analisti sono convinti che da Budapest possa spirare forte quel vento sovranista che alle europee del 2019 potrebbe davvero mettere a rischio la tenuta e la stabilità dell’Unione Europea. Un contagio non riuscito alla Le Pen ma che Orban potrebbe invece favorire grazie a politiche di governo in grado di dimostrare con i fatti, e non con la sola propaganda, che “un’altra Europa è possibile”.

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