Sbarchi fantasma jihadisti, Meluzzi: “Siamo come nel 1848. Ora mobilitazione”

Interviste

Sbarchi fantasma di migranti dalla Tunisia a Marsala, a bordo anche sospetti jihadisti. E’ il risultato di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Palermo. Parla a Lo Speciale lo psichiatra, scrittore ed opinionista Alessandro Meluzzi da sempre in prima linea nel denunciare il collegamento fra sbarchi e terrorismo. Scrive Repubblica che “uno dei protagonisti del traffico è sospettato di essere vicino ad ambienti terroristici, nelle intercettazioni si parla di un suo viaggio in Francia senza ritorno e di azioni pericolose: ‘Dio mi aiuti per quello che devo fare’, diceva. La procura diretta da Francesco Lo Voi ha fatto scattare un fermo d’urgenza nei confronti di 13 persone, sono cittadini tunisini e marocchini residenti nelle province di Trapani e Palermo; nel gruppo c’è anche una donna, accusata di essersi occupata della vendita delle sigarette di contrabbando che viaggiavano sui gommoni degli sbarchi fantasma”.

LEGGI SU LO SPECIALE ALTRA INTERVISTA A MELUZZI

Meluzzi, un’altra prova della connessione fra sbarchi e terrorismo?

“Hanno scoperto l’acqua calda. Non è certo un segreto il fatto che la mafia controlli il traffico di migranti e che con esso arrivino anche droga, sigarette e probabilmente armi e terrorismo. E’ proprio questa la strada scelta dai foreign fighters di ritorno. Se non avessimo in Italia una censura su certe notizie imposta dalla dittatura del politicamente corretto, tutto questo sarebbe stato ovvio a chiunque già da molto tempo, ma meglio tardi che mai. Finalmente c’è un’inchiesta penale, ma penso se ne potrebbero aprire altre cento di queste indagini. Che dalla Tunisia con elevati costi e mezzi di navigazione adeguati, aggirando anche le Ong, ci sia un flusso fantasma di migranti con caratteristiche criminali era cosa risaputa, quindi lo Stato italiano oggi ha una motivazione in più per tentare di difendere la residua sovranità dei suoi confini”. 

Il prezzo di una traversata variava dai 3.000 ai 5.000 euro ma il trasporto avveniva su imbarcazioni sicure. Smentito anche chi diceva che i terroristi non potevano arrivare con i barconi dei migranti perché non avrebbero mai rischiato la loro vita in mare?

“I terroristi possono arrivare con i barconi come con i gommoni carenati o le navi da diporto, in ogni modo. Uno Stato che non tiene conto di questo, non mette soltanto a repentaglio la propria sovranità, che comunque non è un concetto astratto, ma soprattutto la sicurezza e la sopravvivenza stessa dei cittadini. Questo dovrebbe dar vita ad una grande mobilitazione civile sul tema della sicurezza nazionale ma purtroppo non vedo ancora l’allarme necessario”.

Ieri c’è stato il trionfo di Orban in Ungheria. Gli analisti hanno parlato di vittoria del sovranismo. Pensa che questo possa favorire un cambio di passo in Europa anche sul tema dell’immigrazione? 

“Orban è un grande statista e una speranza per l’Europa. Purtroppo però i paesi del cuore dell’Europa, e mi riferisco alla Germania, alla Francia e all’Italia, sono governati da centrali di potere sovrannazionali che si stanno preparando a scatenare una guerra in Siria dalle conseguenze devastanti che potrebbero addirittura portare ad un nuovo conflitto mondiale. Quando sento Trump provocare la Russia per compiacere i poteri forti Usa, vedo Macron che è partner di una missione militare in Siria, capisco che non sono più gli stati democratici o i presidenti democraticamente eletti a determinare le situazioni, ma una miscela di potentati finanziari e sovrannazionali incontrollati. Rischiamo non soltanto di mettere a rischio la sovranità degli Stati ma la sopravvivenza stessa dei popoli. In Siria si sta tentando di ripetere ciò che è stato fatto in Iraq partendo da una grande menzogna, quella delle armi chimiche”.

Ce la faranno le nazioni a cancellare questa rotta?

“Non so quanto i popoli avranno la forza di scrollarsi di dosso questo giogo. Ho molti dubbi, ma siamo in una fase simile a quella del 1848, ossia alla fine dell’Europa costruita dal Congresso di Vienna. I popoli trovano oggi davanti due strade: o lasciarsi governare da questi potentati fuori controllo che hanno l’odore dell’Unione Europea, della Nato e di altre strutture sovrannazionali fatte da un pensiero unico e concepite per un pensiero unico, oppure tentare di ripristinare il valore dei popoli. Questo non è populismo ma democrazia”. 

Intanto in Italia un nuovo governo stenta a decollare e quindi restano senza risposta le aspettative dei cittadini espresse con il voto. Anche una diversa politica delll’immigrazione e della sicurezza rischia di restare al palo?

Il governo non c’è per il semplice fatto che uno dei partiti che ha vinto e dovrebbe governare, il M5S, è secondo me espressione di questi stessi potentati, come dimostra il sostegno che stanno avendo da parte dei grandi giornali. Alla fine l’alleato naturale dei 5S è il Pd e non può essere il centrodestra salviniano che sappiamo tutti essere indigesto a certe lobby finanziarie e mondialiste. Se ci sarà un governo, sarà imperniato sull’asse 5S-Pd. L’unica variante che può impedirlo è un residuo protagonismo renziano, ma sono certo che all’ex segretario taglieranno presto le ali. Quindi l’obiettivo resterà alla fine quello di sostenere il migrazionismo mondialista di soroniana memoria”. 

Condividi!

Tagged