Siria, De Mistura: “Fermare escalation”. Ma cacciatorpediniere di Trump…

Esteri Politica

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L’allarme lo ha lanciato l’inviato speciale del segretario generale per la Siria, Staffan de Mistura, partecipando in collegamento video dalla sede Onu di Ginevra, alla riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, insieme all’ambasciatore siriano, e Thomas Markram, vicepresidente dell’Alto rappresentante per il disarmo.

“Il Consiglio non può permettere che si sviluppi una situazione incontrollabile su qualsiasi fronte” ha detto parlando dell’escalation di violenza che si registra in tutta la Siria, compreso il sospetto uso di armi chimiche a Douma, il sobborgo di Damasco dove nella notte tra sabato e domenica sono morte un centinaio di persone, soprattutto bambini per gli effetti di un gas lanciato nei rifugi.

“I recenti sviluppi evidenziano come non mai i pericoli da cui il segretario generale aveva messo in guardia”, ha proseguito Staffan de Mistura, sottolineando le diverse fratture che in Medio Oriente si incrociano e si intersecano e, in particolare, “i pericoli di interessi contrastanti, di poteri sia globali che regionali, e di forme di escalation violente che potrebbero avere conseguenze assolutamente devastanti, difficili da immaginare. Il completo rispetto della risoluzione 2401 del Consiglio di sicurezza che chiede l’immediato cessate il fuoco per garantire cure mediche ed eventuale evacuazione delle zone sotto attacco”.

L’agenzia Dire riporta quello che molti osservatori hanno voluto sottolineare, ossia che sarebbe la prima volta dalla sua nomina, avvenuta nel luglio 2014, che de Mistura utilizzerebbe questo linguaggio allarmante. La priorità da difendere a tutti i costi, per l’inviato speciale per la Siria, è la protezione e la salvaguardia dei civili che “devono ricevere la necessaria assistenza umanitaria, soprattutto dopo gli attacchi mortali e l’intensificarsi della sofferenza”.

L’allarme avanza da un parte e un cacciatorpediniere americano USS Donald Cook, armato con missili Tomahawk, dopo una sosta a Cipro avanza dall’altra, e si sta dirigendo verso il Mediterraneo orientale, nel raggio d’azione della Siria. Lo riferisce il Washington Examiner, citando fonti della Marina. Il presidente americano, Donald Trump, aveva promesso che gli Stati Uniti avrebbero risposto “con forza” all’orribile attacco” chimico a Duma, annunciando una decisione nelle prossime ore. Anche la Francia aveva assicurato che “se la linea rossa” dell’uso delle armi chimiche “è stata superata”, arriverà “una risposta”.

Thomas Markram ha riferito al Consiglio che l’Organizzazione per il divieto dell’uso di armi chimiche sta monitorando l’attuazione della Convenzione sulle armi chimiche e sta lavorando per raccogliere informazioni “sui presunti incidenti accaduti nel fine settimana”, e che “riferirà presto le sue conclusioni su questo presunto attacco”.

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