Siria, parla Chiesa: “Se sarà guerra, anche l’Italia rischierà la sua parte”

Interviste

Siria, venti di guerra soffiano impetuosi, parla a Lo Speciale il giornalista Giulietto Chiesa, esperto di scenari geopolitici. Gli americani sono pronti ad intervenire militarmente contro Assad e la Russia che hanno già mobilitato i loro eserciti per fronteggiare un possibile attacco. Anche la Cina sarebbe pronta ad intervenire a sostegno del regime di Damasco. Si fa dunque concreto il rischio di una guerra dalle conseguenze imprevedibili e certamente disastrose fra Usa, Francia e Gran Bretagna da una parte, Siria, Russia, Cina e Iran dall’altra. I timori sono molto alti. Basta una minima scintilla per scatenare l’irreparabile. Chiesa sul suo profilo Facebook ha inoltre lanciato un appello contro la guerra e rivolto a fermare ogni decisione di bombardamento in nome della sicurezza di tutti. Appello rivolto a 40 bloggers italiani.

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Chiesa, guerra inevitabile o ci sono ancora margini per scongiurarla?

“Dipenderà tutto da Donald Trump. Il ventaglio degli obiettivi in campo determinerà tutto. Se gli americani colpiranno le basi e i distaccamenti russi ci sarà una risposta molto dura di Mosca; se al contrario si colpiranno obiettivi secondari come avvenuto un anno e mezzo fa, allora il discorso cambia. Terza ipotesi dalle conseguenze drastiche potrebbe essere determinata da un attacco diretto su Damasco magari contro il palazzo presidenziale con l’intenzione di uccidere Assad. La risposta dei russi alla fine sarà proporzionata al tipo di attacco sferrato dagli americani”.

Intanto però Siria e Russia hanno mobilitato le forze armate, la Francia ha inviato una fregata, gli americani hanno avvicinato in maniera minacciosa l’incrociatore Donal Coock con 60 missili Tomahawk a bordo verso il porto di Tartous. Insomma, sembra che l’attacco sia questione di ore?

“Vedremo. Ancora non è possibile stabilire quali potranno essere i possibili scenari. Il quadro internazionale e militare è certamente allarmante. Il fatto che a Sigonella siano atterrati sei Boeing con a bordo armi e missili è già un brutto segno perché significa che un’eventale guerra ci coinvolgerà direttamente. All’ambasciatore americano basterebbe chiedere a Palazzo Chigi l’appoggio italiano, e questo accadrebbe in un contesto in cui non esiste un governo legittimato a prendere decisioni di tale portata. Non è detto che non l’abbia già fatto”.

Tutto dunque dipenderà da Trump, ma a questo punto chi potrebbe fermarlo  ed impedire che si arrivi alla tragedia finale?

“Siamo di fronte ad una guerra ibrida di grandi dimensioni. La borsa russa è crollata, le più importanti imprese russe sono dimezzate, il rublo è in crisi. Una guerra che vede diversi passaggi, il più grave quello informativo e comunicativo con una grande campagna anti russa basata anche sulla mescolanza di parole gravi come l’utilizzo di gas letale, prima a Londra con la vicenda Skripal, poi in Siria. Siamo all’interno di una guerra comunicativa, economica e militare. Potrebbe scongiurarla l’Onu, ma mi pare che se da parte di Siria e Russia c’è la massima volontà di dialogare e di svolgere un’indagine obiettiva ed indipendente sulla vicenda dell’utilizzo delle armi chimiche, da parte americana questa volontà non ci sia affatto”.

Anche i cinesi sembrano pronti ad intervenire al fianco di russi e siriani. Se sarà così si può parlare di terza guerra mondiale?

“Non c’è dubbio. Le posizioni si stanno aggravando, l’Occidente è sulla linea dello scontro e tutti gli altri, Russia. Cina e Iran, sono invece dall’altra parte. Possiamo dire che in questo momento l’Occidente è contro il resto del mondo”.

L’Fbi è andato a perquisire lo studio dell’avvocato di Trump. C’è chi dice che il presidente sarebbe sotto ricatto. O sferra l’attacco alla Siria o rischia la destituzione per impeachment. Lo ritiene verosimile?

“Uno degli aspetti più gravi di questa situazione è costituito dal fatto che il presidente Usa sta prendendo decisioni di portata mondiale sotto pressione interna. Trump rischia di trascinare il mondo in una guerra dagli effetti devastanti per parare i colpi sferrati contro di lui dai nemici interni. Che il presidente sia sotto scacco lo dimostra anche la vicenda dell’espulsione dei sessanta diplomatici russi, presa perché contro di lui sono in corso varie indagini, una delle quali riguarderebbe i suoi rapporti sessuali con una pornostar. Si rende conto? I destini del mondo dipendono dai rapporti che questo signore ha avuto, prima di diventare presidente, con una pornostar. Altro che la colossale bugia delle armi chimiche usate da Assad contro il suo popolo. Il fatto grave è che i media occidentali stanno spingendo tutti in direzione della guerra”.  

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