Rivolta donne dem, Morani: “No polemiche, lavoriamo su parità salariale”

Interviste

Rivolta donne Dem, parla a Lo Speciale la parlamentare Pd Alessia Morani. Oltre 400 donne del Pd hanno sottoscritto un documento con il quale hanno lamentato lo scarso numero di presenze femminili nei nuovi gruppi parlamentari a fronte invece di una maggiore consistenza nelle fila di M5s e centrodestra. A ciò si aggiunge anche la decisione dei dirigenti dem di nominare due uomini come capigruppo di Camera e Senato, nel momento in cui centrodestra e 5S invece sembrano proprio puntare sul gentil sesso alla guida dei gruppi parlamentari. La delusione è forte, considerando che il Pd nelle passate legislature ha lavorato molto nel campo della parità di genere.

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Onorevole, lei non ha firmato il documento delle sue colleghe. Non condivide l’iniziativa?

“Sinceramente non mi piace fare polemiche fra donne e non voglio farne”.

Però il problema sollevato c’è, il Pd ha meno donne degli altri partiti e in più a differenza di centrodestra ed M5S non è sembrato interessato a valorizzarle con incarichi di peso in Parlamento?

“Il dibattito non mi entusiasma e penso che in questo momento le polemiche non servano al Pd. Sto lavorando su una mia proposta rivolta proprio all’universo femminile”.

Quale?

“Ho dato vita ad un intergruppo parlamentare sulla parità salariale che ritengo sia uno dei grandi temi di questa legislatura che è arrivato il momento di risolvere. Dobbiamo pretendere non solo le pari opportunità di partenza ma anche quelle di arrivo, sapendo che la condizione essenziale per la libertà e l’indipendenza delle donne è la libertà economica. Le donne hanno da sempre un lavoro più precario e spesso interrotto nell’arco della vita dagli impegni famigliari: per loro ci sono più contratti a termine che a tempo indeterminato, più part-time involontari che tempi pieni. Il lavoro delle donne è in linea di massima più povero e più precario e non esiste una sola ragione al mondo perché sia questa, ancora oggi, la realtà. Servono regole di equità per le aziende. Le soluzioni possono essere molte ma adeguate politiche incentivanti devono essere accompagnate da una cultura della parità salariale perché è inconcepibile che un lavoratore resti indifferente di fronte al fatto che una collega donna ha un reddito inferiore al suo. Credo questa sia oggi la grande emergenza che riguarda le donne e che siamo chiamati ad affrontare e risolvere”.

 Però adesso il Pd ha davanti la partita del governo. Ritiene possano esserci i margini per una vostra partecipazione?

“La mia posizione coincide perfettamente con quella espressa dal reggente Martina”.

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