Per la Lega è tempo di un partito conservatore europeo. Sovranista no?

Politica

E’ tempo di un partito conservatore europeo. Li vogliono rimettere nei vecchi schemi e loro scendono a patti? Guglielmo Picchi, deputato, consigliere di Matteo Salvini per la politica estera, nonchè membro della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’Osce, in una intervista a “Il Foglio” ha dichiarato che è arrivato il momento di un nuovo partito conservatore europeo.

Basta alla politica della preservazione o della ri-acquisizione della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in contrapposizione alle istanze e alle politiche delle organizzazioni internazionali? A leggerlo sembrerebbe di sì, tanto più che sfida chiunque a trovare un solo atto ufficiale della Lega in cui si metta in dubbio l’Alleanza atlantica: “Non siamo mica i Cinque stelle”, ha aggiunto.

Beh, i 5Stelle da tempo hanno stretto amicizia con l’alleato America, casomai è proprio la Lega ad essere arrivata tardi, più intenta a trovare punti di unione con la Russia di Mosca.

Ora, il bello è che Picchi racconta che sta lavorando a un’ipotesi suggestiva: la nascita, prima delle elezioni europee di maggio 2019, di un nuovo gruppo parlamentare europeo dei conservatori: “A sinistra nascerà qualcosa attorno al presidente francese Macron. A destra è necessaria una riaggregazione che superi il Partito popolare europeo (Ppe) e gli attuali schieramenti”. Si parla molto di una internazionale dei sovranisti, ma lui non ci pensa proprio: “Che è una formula molto limitata e limitante. A me piace chiamarlo partito conservatore europeo”.

Ne farebbero parte il premier ungherese Viktor Orban che sta nel Ppe, Matteo Salvini che sta in Europa delle nazioni, i cechi che sono tra i liberali, i polacchi di JarosÅ‚aw Kaczynski: “Qualcosa è cambiato nello scenario politico europeo. E bisogna prenderne atto. Già da anni le assemblee parlamentari, all’Osce ma anche alla Nato, hanno superato gli schemi dei grandi partiti che conosciamo.

Alla Nato e all’Osce ci sono anche gli americani, per esempio. Ecco, credo sia arrivato il momento che anche in Europa nasca un movimento conservatore chiaramente definito”.

Il consigliere spiega che i riformisti inglesi escono dall’Europa, con la Brexit. E il Ppe è un’entità culturalmente in crisi, non solo dal punto di vista elettorale: “Sono già ridimensionati dovunque. Sopravvivono solo in Germania e in Spagna. E anche in Italia lo spostamento elettorale è netto. Basta guardare Forza Italia, e gli altri partitini di centro che non raggiungono nemmeno la soglia di sbarramento. Il cambiamento è fortissimo, chiarissimo in tutta Europa. Oggi il Ppe è solo un coacervo di contraddizioni”, ha concluso Picchi.

Invece un eventuale partito conservatore europeo con Orban e i liberali cechi cosa sarebbe?

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