Lega atlantica e conservatrice, Becchi: “Quel modello ha fallito, restate sovranisti”

Interviste

“No ad una internazionale del sovranismo, meglio un nuovo partito conservatore europeo”. Lega atlantica dunque e conservatrice. Lo ha affermato Guglielmo Picchi, deputato, consigliere di Matteo Salvini per la politica estera, nonché membro della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’Osce, in una intervista a Il Foglio. Una presa di posizione che non piace al filosofo Paolo Becchi che, intervistato da Lo Speciale spiega perché. “A sinistra nascerà qualcosa attorno al presidente francese Macron – ha detto Picchi – a destra è necessaria una riaggregazione che superi il Partito popolare europeo (Ppe) e gli attuali schieramenti”. Sull’ipotesi sovranista in vista delle prossime elezioni europee aggiunge: “L’Internazionale sovranista è una formula molto limitata e limitante. A me piace chiamarlo partito conservatore europeo”.

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Becchi, il leghista Picchi sembra bocciare l’ipotesi di un’internazionale sovranista, rilanciando invece la proposta di un partito conservatore europeo. Che ne pensa?

“Penso che in questo momento non abbia senso parlare di elezioni europee, è troppo presto. Adesso la priorità è formare il governo e certe uscite ho l’impressione siano alquanto inopportune. Rischiano di vanificare il successo elettorale della Lega e complicare il quadro politico. La Lega di Salvini è forse l’unico elemento di assoluta chiarezza nella situazione attuale, perché dunque confondere le acque con proposte a mio giudizio prive di senso?”

Ma sull’idea del partito conservatore europeo? Picchi ci vede dentro Orban che sta con il Ppe, ci vede dentro Salvini, ci vede dentro i cechi che stanno coi liberali e così via. Non rischia questa di diventare un’ammucchiata modello Pdl?

“Non scherziamo, il sovranismo è stata l’unica grande novità in Italia e in Europa. Ma poi che significa conservatore? I conservatori ci sono già, a me questa denominazione sa tanto di vecchio e di superato. Oggi la contrapposizione non è più fra destra e sinistra o fra conservatori e progressisti ma fra globalisti e sovranisti. Chi non capisce questo credo sia totalmente fuori strada”.

Picchi parla del sovranismo come di una formula molto limitata e limitante. Perché sbaglia?

“Perché contro le elites globaliste va creata un’internazionale sovranista, punto e basta. Altro che partito di destra, centro destra, conservatore, tutte categorie del secolo scorso che non hanno più senso. Queste sì che sono formule limitate. Ho l’impressione che oggi molti parlino di sovranismo senza avere neanche la minima idea di cosa significhi. Ma non dimentichi la Lega di aver vinto proprio perché sovranista. Il modello di Salvini deve essere Orban che non è certamente un conservatore”.

In questi giorni la crisi siriana ha riacceso il tema della collocazione nel Patto atlantico. Salvini ha criticato l’intervento americano e si è schierato apertamente con Putin. Oggi Picchi dice che non esiste alcun documento della Lega che metta in discussione l’alleanza atlantica. Ma allora la Lega da che parte sta?

“Guardi, io non sono un esponente della Lega, quindi non posso esprimere la linea del Carroccio. Ora, è vero che non esistono documenti della Lega in cui l’appartenenza alla Nato è messa in discussione, ma è nota a tutti la vicinanza di Salvini a Putin. Questo proprio perché il presidente russo è un leader nazionalista e sovranista. Si può essere tranquillamente atlantisti pur avendo idee diverse su singole questioni. Penso che sulla Siria Salvini abbia assunto una posizione logica e di buon senso. Assurdo colpire Assad e la Russia nel momento in cui grazie a loro l’Isis è stato sconfitto. Non mi sembra poi che all’interno della Nato su questa vicenda vi sia stata unanimità di vedute. Poi se devo dirla tutta fra una Lega atlantista e una sovranista , io preferisco di gran lunga la seconda”. 

Sta dicendo che la Lega dovrebbe uscire dalla Nato?

“Io penso che se ne dovrebbe discutere, ma mi rendo conto che sia molto difficile proporre una cosa del genere. Quindi penso che si possa essere sovranisti anche nei confronti del patto atlantico, senza necessariamente metterlo in discussione”. 

Il fatto che nella Lega però emergano certe posizioni non lascia paventare il pericolo che come già il M5S anche il Carroccio pur di raggiungere l’obiettivo del Governo possa annacquare le proprie posizioni?

“Sarebbe un errore. Comprendo perfettamente l’esigenza di non apparire eccessivamente estremisti, ma rinunciare al sovranismo sarebbe da folli. Oggi se si vuole davvero cambiare questa Unione Europea, lo si può fare soltanto da una posizione sovranista, non lo si può fare se si è conservatori, liberali, popolari o socialisti. Queste formule politiche sono tutte figlie della stessa idea di Europa che abbiamo oggi e che tutti siamo concordi nel dire che non ci piace. L’unica vera novità negli ultimi tempi all’interno della Ue, è stata rappresentata dall’emergere delle posizioni sovraniste nei vari stati e da una forte riscoperta dell’orgoglio e dell’identità nazionale. Soltanto partendo da queste posizioni è possibile cambiare e fare in modo che l’Europa diventi finalmente un contenitore di popoli sovrani, liberi e non schiavi delle lobby finanziarie e globaliste”. 

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