Don Tonino Bello secondo Papa Francesco: “Una Chiesa per il mondo”

In Rilievo

“Cari fratelli e sorelle, in ogni epoca il Signore mette sul cammino della Chiesa dei testimoni che incarnano il buon annuncio di Pasqua, profeti di speranza per l’avvenire di tutti” ha aperto così Papa Francesco il suo discorso ai fedeli ad Alessano, paese natale di don Tonino Bello.

“Dalla vostra terra Dio ne ha fatto sorgere uno, come dono e profezia per i nostri tempi. E Dio desidera che il suo dono sia accolto, che la sua profezia sia attuata”, ha sottolineato. “Non accontentiamoci di annotare bei ricordi, non lasciamoci imbrigliare da nostalgie passate e neanche da chiacchiere oziose del presente o da paure per il futuro – ha aggiunto -. Imitiamo don Tonino, lasciamoci trasportare dal suo giovane ardore cristiano, sentiamo il suo invito pressante a vivere il Vangelo senza sconti”. ” un invito forte rivolto a ciascuno di noi e a noi come Chiesa. Ci aiuterà a spandere oggi la fragrante gioia del Vangelo”, ha concluso il Papa.

Di don Tonino Bello papa Francesco ha evidenziato “il desiderio di una Chiesa per il mondo: non mondana, ma per il mondo”. “Una Chiesa non mondana! – ha quindi ribadito – Che il Signore ci dia questa grazia: non mondana, ma al servizio del mondo”. “Una Chiesa monda di autoreferenzialità ed ‘estroversa, protesa, non avviluppata dentro di sé’ – ha spiegato -; non in attesa di ricevere, ma di prestare pronto soccorso; mai assopita nelle nostalgie del passato, ma accesa d’amore per l’oggi, sull’esempio di Dio, che ‘ha tanto amato il mondo’.

Poi un riferimento al Mezzogiorno: “Cari fratelli e sorelle, questa vocazione di pace appartiene alla vostra terra, a questa meravigliosa terra di frontiera – finis-terrae – che Don Tonino chiamava ‘terra-finestra’, perché dal Sud dell’Italia si spalanca ai tanti Sud del mondo, dove ‘i più poveri sono sempre più numerosi mentre i ricchi diventano sempre più ricchi e sempre di meno'”. Così il Papa incontrando la popolazione di Alessano, in provincia di Lecce, dopo aver visitato la tomba di don Tonino Bello. “Siete una ‘finestra aperta, da cui osservare tutte le povertà che incombono sulla storia’, ma siete soprattutto una finestra di speranza perché il Mediterraneo, storico bacino di civiltà, non sia mai un arco di guerra teso, ma un’arca di pace accogliente”.

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