Salvini e Meloni pungono di Maio: la guerra dei Ros-atellum

Politica

“Nessuno vuole essere Robin’ ma per essere Batman devi vincere le elezioni”, scrive sarcastica il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, ritornando sui rapporti di forze in Parlamento, visti dal centrodestra, come bussola per la formazione del governo.

“… tutti col numero dieci sulla schiena/e poi sbagliamo i rigori/ti sei accorta anche tu/che in questo mondo di eroi/nessuno vuole essere Robin…”. E’ una delle strofe che la leader FdI dedica dalla propria pagina Facebook a Luigi di Maio decidendo di linkare il videoclip del brano di Cesare Cremonini.

Nel mentre delle consultazioni anche Salvini era stato chiaro e aveva lanciato un ultimatum a Di Maio tracciando il confine: vorrebbe il preincarico per tentare di formare un governo e attacca chi “vuole fare un governo alla Monti con il Pd e la Boschi” (Berlusconi). “Mi hanno rotto le balle, ho lavorato a fondo perchè Casellati tornasse da Mattarella con qualcosa di serio in mano, invece ora si va con un cesto di frutta marcia. Ora temo che si vada su Fico e Di Maio, non mi fido, è possibile che anche un pezzo del Pd entri”.

Ma non si capisce perché chi gli ha detto di no prima, dovrebbe dirgli di sì ora.

Il centrodestra si mantiene formalmente unito, è Di Maio, per Toti, che continua in modo strumentale a cercare di dividere un centrodestra, che invece non è divisibile: “Non si può partire da Di Maio ‘premier’ che non ha vinto le elezioni”, ribadisce. “Quello di Salvini è un po’ l’ottimismo della volontà – commenta Toti – credo che nella sua trattativa stia cercando con sincerità e anche con tenacia di mettere insieme un governo, qualche passo avanti con il M5S in realtà ieri c’è stato, l’idea di un confronto sui programmi mi sembra una cosa buona e giusta, ma un confronto non può escludere dal tavolo chi ha contribuito a scrivere il programma del centrodestra, non può escludere due partiti su tre della coalizione di centrodestra”.

A tracciare una cronistoria tragica di quel che sta avvenendo a destra ci ha pensato il consigliere d’amministrazione Rai Carlo Freccero, intervistato da La Stampa, che ha riassunto con una sintesi estrema il suo pensiero del momento: “Berlusconi ha provato a fare il burattinaio dopo il primo incontro con Mattarella, è andato in elicottero in Molise per dimostrare che il suo corpo c’è ancora eppure adesso si ritrova sempre di lato, con quel capo mezzo chino e i burattini si sono rivoltati, lo stanno spingendo fuori. Io penso tuttavia che la rinuncia alla premiership da parte di Di Maio gli basterebbe, sarebbe l’ultimo brandello prima di chiudere definitivamente il sipario. Certo, senza un suo colpo di teatro sarà difficile che nasca una maggioranza”.

 

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