Allarme virus mortali di Bill Gates, prof. Aiuti: “E’ vero, il rischio è concreto”

Interviste

“Una pandemia letale da almeno 30 milioni di morti potrebbe verificarsi nei prossimi dieci anni”. Lo ha annunciato con toni quasi apocalittici il fondatore di Microsoft Bill Gates ad un convegno del New England Journal of Medicine a Boston. Lo Speciale ne ha parlato con l’immunologo Fernando Aiuti per capire quanto questo pericolo può essere reale. L’Organizzazione mondiale della Sanità non lo ha escluso e la Banca Mondiale ha detto che potrebbe concretizzarsi nei prossimi dieci anni. “Data la continua emersione di nuovi agenti patogeni, il crescente rischio di un attacco bioterroristico e il modo in cui il nostro mondo è connesso attraverso i viaggi aerei, esiste una significativa probabilità che sai verifichi una grande e letale pandemia nelle nostre vite” ha detto Bill Gates. La proposta di Gates è quella di uno sforzo mondiale per combattere questa potenziale catastrofe, affermando che il mondo ha bisogno di un sistema di rilevamento precoce, strumenti migliori e un sistema di risposta che sia in grado di reagire ai primi segni della minaccia.

Professor Aiuti, la spaventa l’allarme di Bill Gates?

“Le dichiarazioni di un personaggio così importante, che è anche un benefattore dell’umanità che lascerà gran parte del suo patrimonio ad istituzioni pubbliche e private impegnate nell’aiuto ai più poveri, certamente non possono essere state pronunciate a caso. Non dovrebbe tuttavia essere lui a fare certe dichiarazioni. Se ha delle informazioni in merito dovrebbe trasmetterle agli organismi competenti”.

Che c’entra la Banca Mondiale con la salute delle persone? Qualcosa non torna?

“Assolutamente no, torna tutto. La Banca Mondiale finanzia da oltre quindici anni la prevenzione, la terapia e lo sviluppo di farmaci contro tre malattie molto importanti che sono la malaria, l’Aids e la tubercolosi. Ha quindi pieno titolo per occuparsi di sanità. Mi meraviglio che non sia intervenuta l’Organizzazione mondiale della Sanità”

L’Oms sembra abbia confermato però che il pericolo è reale. Non le risulta?

“Si però andrebbe chiarita l’origine di questa epidemia. Le cause a mio giudizio potrebbero essere due. La prima ipotesi, quella che francamente mi preoccupa fino ad un certo punto, è data dalla possibile esistenza di un virus conosciuto ma non ancora identificato in qualche parte del mondo. Eventualità questa che nessuno può escludere e che tutti sappiamo essere possibile ma dalla quale possiamo difenderci con gli strumenti della prevenzione e della sicurezza come è stato fatto con il virus dll’Ebola, anche se in quel caso si è intervenuti in forte ritardo”.

La seconda ipotesi invece?

“Questa è la più pericolosa. Riguarda invece la possibile esistenza di un virus non ancora scoperto o la mutazione di un virus esistente come per esempio l’Aids. Una mutazione che potrebbe accompagnarsi ad un cambiamento del clima o ad un aumento della densità della popolazione. E’ come con gli animali, se si hanno allevamenti più intensivi è piu facile che possano propalarsi virus. In questo caso ci vorrebbero più anni per creare un vaccino. Un pò come avvenuto nel 1918 con l’epidemia influenzale nota come “febbre spagnola”. Non dimentichiamo poi che un rischio molto alto potrebbe venire anche dalle nuove tecnologie”.

Ossia?

“Ci sono Stati canaglia che potrebbero costruire atomiche o armi chimiche sempre poù sofisticate e incontrollate. Questi Stati possono usare anche armi batteriologiche, alcuni lo stanno facendo già da anni in laboratorio con finalità bioterroristiche. Una volta erano Stati dell’Europa orientale, oggi sono Stati asiatici. Sono in grado di creare super virus o super batteri molto potenti. Pensiamo al vaiolo che è stato estinto dalla faccia della terra e conservato in laboratori super segreti e iper protetti. Il ceppo non è stato mai eliminato perché qualora dovessero presentarsi malattie simili, avendo a disposizione il ceppo naturale sarebbe più facile creare un nuovo vaccino in poco tempo. Ebbene, oggi  basterebbe caricare un drone di virus e buttarli su una città per sterminare la popolazione. Sembra un film di fantascienza, invece è uno scenario purtroppo realistico. Anzi, molti film di fantascienza hanno previsto ciò che poi sarebbe effettivamente avvenuto”.

Come difendersi quindi?

“Intensificando la sorveglianza sia sugli esseri umani che sugli animali e controllando gli animali come le scimmie per esempio o i pipistrelli, con cui gli uomini sono a contatto e che potrebbero trasmettere un contagio con i morsi o altre forme. In questo caso parliamo delle malattie naturali, quelle cioè non provocate da una precisa volontà umana. Per ciò che riguarda invece il rischio di un attacco batteriologico non c’è che confidare nei servizi di intelligence e non dare tregua a questi Stati canaglia. Spesso si criticano gli Stati Uniti, Israele o altri paesi se intervengono a scopo preventivo, ma anche in presenza di un minimo sospetto è necessario stare in guardia e scongiurare qualsiasi rischio sul nascere. Mi permetto di dire che prevenire è sempre meglio che curare. E se a volte si sbagliano perché magari le armi chimiche non si trovano, non c’è da gridare alla scandalo perché il bene dell’umanità viene prima di tutto”. 

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