Papa Francesco a Nomadelfia sulle orme di Don Zeno

In Rilievo

Papa Francesco ha visitato questa mattina la Comunità di Nomadelfia che accoglie i giovani orfani e ha pregato sulla tomba del fondatore do0n Zena saltini per il quale è in corso il processo di beatificazione.

La comunità nacque nel 1947 quando don Zeno occupò insieme alla Fraternità dei Piccoli Apostoli da lui stesso fondata l’ex campo di concentramento di Fossoli per accogliere i bambini orfani e le coppie di sposi disposti ad accogliere come figli i ragazzi senza famiglia. Il 14 febbraio 1948 venne approvato il testo di una Costituzione che verrà firmata sull’altare. L’Opera Piccoli Apostoli diventò così Nomadelfia (la fraternità è legge).

Un percorso pieno di difficoltà quello affrontato da Don Zeno. La comunità arrivò a superare i 1000 membri, ma monostante il sostegno di tanti benefattori, per mancanza di fondi Nomadelfia entrò finanziariamente in crisi: anche la cooperativa agricola fondata dai membri della comunità fallì.

Il 5 febbraio 1952 il Sant’Uffizio ordinò a don Zeno di lasciare Nomadelfia e di mettersi a disposizione del suo vescovo. I nomadelfi si rifugiarono a Grosseto, dove avevano ricevuto in dono una tenuta agricola dalla contessa Giovanna Albertoni Pirelli: nel 1953 il sacerdote, ottenuta da Pio XII la dimissione pro gratia dallo stato clericale, li raggiunse. Nel 1962 la comunità venne eretta a parrocchia da Giovanni XXIII e a don Zeno venne permesso di riprendere l’esercizio del sacerdozio. Il 6 gennaio 1962 il reverendo Zeno Saltini poté di nuovo celebrare la messa. Il 12 agosto 1980 venne ricevuto da papa Giovanni Paolo II a Castel Gandolfo con tutta la popolazione di Nomadelfia.

“Sono venuto qui tra voi nel ricordo di don Zeno Saltini e per esprimere il mio incoraggiamento alla vostra comunità da lui fondata – ha detto Papa Francesco – una realtà profetica che si propone di realizzare una nuova civiltà, attuando il Vangelo come forma di vita buona e bella. La legge della fraternità, che caratterizza la vostra vita, è stato il sogno e l’obiettivo di tutta l’esistenza di don Zeno, che desiderava una comunità di vita ispirata al modello delineato negli Atti degli Apostoli”.

Francesco ha poi esortato i nomadelfi “a continuare questo stile di vita mediante la vostra limpida testimonianza cristiana”.

“Di fronte alle sofferenze di bambini orfani o segnati dal disagio – ha detto Francesco – don Zeno comprese che l’unico linguaggio che essi comprendevano era quello dell’amore. Pertanto, seppe individuare una peculiare forma di società dove non c’è spazio per l’isolamento o la solitudine, ma vige il principio della collaborazione tra diverse famiglie, dove i membri si riconoscono fratelli nella fede. Così a Nomadelfia in risposta a una speciale vocazione del Signore, si stabiliscono legami ben più solidi di quelli della parentela”.

Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal francescano Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto, da don Ferdinando Neri, successore di Don Zeno, e da Francesco Matterazzo, presidente della Comunità.

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