Governo, “a Bruxelles c’è preoccupazione”, lo dice Tajani. I problemi

Politica

“C’è grande attenzione per quello che sta avvenendo in Italia e preoccupazione per un eventuale programma antieuropeista” ha avvertito il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani in collegamento telefonico con il Corriere della Sera.

“Ma prima di dare un giudizio a Bruxelles tutti vogliono conoscere chi sarà il primo ministro, i ministri, quale sarà il programma. Tutti considerano impossibile l’uscita dall’euro, un errore clamoroso una scelta antieuropeista e populista. C’è il problema della manovra economica, del prossimo bilancio dell’Unione 2021-2027, l’Italia deve anche modificare la legge che regola le clausole di salvaguardia”, conclude Tajani. Rispetto al nuovo premier per Tajani “serve un profilo credibile, che offra garanzie all’Occidente, che offra garanzie all’Europa, che sia un interlocutore serio degli Stati Uniti, che sappia far contare l’Italia non solo a parole ma con i fatti”.

Ed è Renato Schifani, senatore di Fi, in un’intervista a Livesicilia, che sull’atteggiamento che Forza Italia avrà in Aula davanti ad un governo M5S-Lega chiarisce oggi la posizione del partito di Berlusconi: “L’astensione è certa. Stiamo riflettendo sulla non partecipazione al voto o addirittura sul voto contrario. Su queste due opzioni incideranno certamente la scelta del premier, la squadra dei ministri e il programma di governo. Anche se su quest’ultimo verificheremo se alle enunciazioni programmatiche può corrispondere la loro attuabilità in termini finanziari”

Poi ammette di dubitare che tale governo possa durare l’intera legislatura e spiega: “Sono convinto che da un lato le pulsioni populiste e sovraniste ci porteranno a un pericolosissimo isolamento in Europa. Dall’altro lato, le differenze programmatiche su alcuni punti significativi del loro messaggio e la insostenibilità economico-finanziaria di alcune loro ricette daranno vita breve a questo esperimento”.

Infine, sul futuro per Forza Italia l’ex presidente del Senato si dice fiducioso, a partire da Silvio Berlusconi, la cui riabilitazione “sicuramente risveglierà molti entusiasmi sopiti e darà la carica anche a certa classe dirigente nazionale scoraggiata perché il futuro ritorno in Parlamento nazionale o europeo di Berlusconi costituisce una garanzia di prosecuzione della nostra storia”. E poi perchè “mi sembra di rivivere uno scenario simile al biennio 2006-2008. Dopo due anni di grande opposizione, facemmo capitolare Prodi per poi stravincere le elezioni del 2008. Sono certo che il ruolo di opposizione ci gioverà perché abbiamo dimostrato in passato di saperla fare. Per poterci presentare alla prima occasione nazionale come forza responsabile moderata e non populista in grado di mantenere gli impegni assunti con responsabilità e senso della misura senza ingannare nessuno”.

Condividi!

Tagged