Staffetta Lega-M5S, Geloni: “Escamotage salva-faccia ma con rischio”

Interviste

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Prende quota la staffetta di governo fra Lega ed M5S. Sarebbe questa la soluzione definitiva che forse già oggi porterà i due partiti a siglare l’intesa decisiva. Lo Speciale ne ha parlato con la giornalista e politologa Chiara Geloni, responsabile del sito online di Articolo 1 -Mdp. Intanto è ormai certo che nel programma di governo non sarà compresa l’uscita dall’euro, nonostante il documento pubblicato in esclusiva dall’Huffington Post in cui si proponeva un’uscita graduale. La Lega dunque ha rinunciato a quello che è sempre stato il suo cavallo di battaglia? Alla fine insomma sembra che il governo Salvini-Di Maio vedrà la luce. Ma quanto potrà effettivamente durare?

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Prende quota l’ipotesi della staffetta di governo. Quanto può reggere e quali rischi potrebbe invece comportare?

“I precedenti sono abbastanza scoraggianti. Non so se potrà reggere, mi sembra tanto un escamotage utile per poter far partire la legislatura e salvare la faccia. Intanto si parte, poi strada facendo si vedrà. Anche perché non c’è la possibilità di rendere vincolante un patto del genere. Il rischio che la staffetta come in passato non venga poi mantenuta è molto alto”.

Visto che per oltre settanta giorni ci hanno ripetuto che il governo era a buon punto per poi ritrovarsi daccapo, crede che questa sia la volta buona?

“Qui non mi pare ci siano grandi alternative. O parte questo governo o si torna al voto. Un governo neutrale sarebbe comunque la prova che la legislatura non è partita. Finché il tavolo tecnico non salterà definitivamente vorrà dire che l’ipotesi di un accordo sta sempre in piedi: vedremo nelle prossime ore”.

Però Lega ed M5S hanno annunciato che consulteranno la base, il Carroccio con i gazebo e i 5S con la rete. Non potrebbero arrivare sorprese proprio da qui? In fondo i malumori sembrano esserci tanto da una parte che dall’altra. Non crede?

“Se le consultazioni si faranno, sarà per ratificare l’accordo, perché qualora questo dovesse saltare suppongo che verrebbero annullate un minuto dopo. Ritengo improbabile che dal voto possa uscire comunque un’indicazione diversa rispetto alle decisioni prese dai dirigenti”.

Qualcuno sostiene che Salvini voglia i gazebo nella speranza di far saltare un accordo che forse non gli converrebbe più molto. Potrebbe essere una chiave di lettura credibile?

“Non credo proprio. Se la Lega propone ai militanti un accordo per me vuol dire che ci crede e la base non può che dare fiducia alle scelte della classe dirigente. In caso contrario significherebbe che i militanti del Carroccio non si fidano di Salvini e company. Sarebbe insomma una sfiducia nei confronti della ledership di Salvini e lui è tutto meno che sciocco”.

Ma un governo Lega-M5S potrà durare cinque anni o servirà soltanto per accompagnare il Paese al voto?

“Oddio, qui ci vorrebbe la palla di vetro che non possiedo. Di Maio si è sbilanciato fino a dire che durerà l’intera legislatura, ma chi può saperlo? Penso che i loro programmi siano tutt’altro che omogenei e non sono convinta del fatto che non potessero esistere soluzioni diverse da un’intesa Lega-M5S. Ci sono punti di divergenza programmatici molto profondi, ma è altrettanto vero che poi quando si parte non si sa mai dove si possa arrivare. Un punto di equilibrio è sempre possibile. Io personalmente non scommetterei su una legislatura in grado di durare cinque anni, ma ricordo che anche nel 2013 erano in pochi a pensare che si sarebbe effettivamente arrivati al 2018. Poi le cose sono andate diversamente”. 

L’uscita dall’euro è sparita dal programma di governo, come confermato dalla nota congiunta di Lega ed M5S dopo lo scoop dell’Huffington Post. Per la Lega si tratta di un tradimento del programma elettorale o di puro realismo?

“E’ positivo che la Lega abbia preso atto del fatto che l’uscita dall’euro è impossibile. Se non lo avesse fatto forse non sarebbe nemmeno proseguita la trattativa. La campagna elettorale è una cosa, il governo un’altra. E’ evidente come rispetto ai toni della campagna elettorale si stia facendo strada una graduale moderazione su diverse questioni. E’ un segno di maturità. Però penso anche che questi due partiti abbiano un punto di forza, quello cioè di rifiutare la logica secondo la quale non si può fare nulla perché l’Europa non vuole. Su questo ha campato di rendita anche il Pd, dicendo che più di quello che è stato fatto non si poteva fare. Lega ed M5S, pur moderando i toni rispetto alla campagna elettorale, sembrano decisi a rifiutare la logica del non fare niente perché tanto è impossibile. Anche per questo hanno guadagnato voti rispetto a chi invece in questi anni ha preferito adagiarsi a questo andazzo, dando l’impressione di voler rinunciare a priori a qualsiasi possibilità di cambiamento. Vedremo se saranno davvero capaci di arrivare fino in fondo, ma certamente questo sentimento da loro rappresentato è molto forte nel Paese” .

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