Omofobia, Adinolfi (PdF): “E’ un falso problema, sono loro che discriminano”

Interviste

Oggi si celebra  la Giornata mondiale contro l’omofobia, nota a livello internazionale col nome di IDAHOTB (International Day against homophobia, transphobia and biphobia). Una festa che Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia intervistato da Lo Speciale ritiene debba essere ripensata. Secondo una definizione data dal Cardinal Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito per la Congregazione della Dottrina della Fede in un’intervista concessa alla giornalista Miriano, “l’omofobia è uno strumento totalitario sulla mente degli altri”. A detta del porporato si tratterebbe di un problema inesistente e creato ad arte dal pensiero politicamente corretto per condizionare la società con i suoi dogmi.

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Adinolfi, è d’accordo con le considerazioni del cardinale Müller?

“Sono d’accordo senza ombra di dubbio. L’omofobia non esiste per fortuna né in italia, né in Europa. E’ un falso problema. Purtroppo oggi siamo dominati da una lobby gay ed Lgbt, che come ogni altra lobby dominante non ha timore di discriminare gli altri. Questa dovrebbe essere la riflessione centrale da fare nella giornata di oggi. Assistiamo ad atteggiamenti anche violenti di carattere discriminatorio da certi componenti di questa lobby, con l’obiettivo di silenziare i propri avversari, anche con la creazione di un reticolato di potere estremamente invasivo e che drena risorse pubbliche. Oggi dopo aver letto i risultati del rapporto Istat che descrive l’Italia come un Paese sempre più vecchio, questa giornata dovrebbe essere ripensata e trasformata nella giornata in difesa della famiglia naturale e per la nascita dei bambini da un uomo ed una donna. Questa sarebbe la vera  priorità”. 

Lei ha spesso denunciato di sentirsi vittima degli attacchi del mondo Lgbt, eppure l’accusano di omofobia. Come risponde?

“Accusano di omofobia tutte le persone che pongono una questione centrale, ossia il tema dei figli. Questi possono nascere da una coppia omosessuale? Tutti coloro che rispondono no a questa domanda e negano la possibilità alla famiglia omogenitoriale di essere considerata tale, vengono accusati di omofobia. In Italia è l’articolo 29 della Costituzione a stabilire il concetto di famiglia e ad escludere qualsiasi forma di omogenitorialità. Usando il loro linguaggio dovremmo affermare che ad essere omofoba è la Costituzione repubblicana. In realtà non si tratta di omofobia ma di una lettura legittimante della legge naturale la quale sancisce, oltre ogni ragionevole dubbio, che un figlio può nascere soltanto dall’unione fra un uomo ed una donna. La battaglia si gioca su due opposte visioni antropologiche dagli esiti molto gravi. Perché se passa il concetto che un figlio può nascere da una transazione finanziaria, è evidente che la persona umana diventa oggetto, e non più soggetto di diritto, nella fase più fragile della sua vita, ovvero quella dell’infanzia”.

Quale messaggio quindi si sente di mandare in questa giornata?

“Il messaggio è molto semplice: permanendo la ferma condanna contro ogni forma di discriminazione, va ribadito che oggi sono le lobby Lgbt ad essere discriminatorie. L’Italia e l’Europa devono essere sensibilizzate sul rischio di creare una società senza famiglie; dietro lo slogan ‘tutto è famiglia purché ci sia l’amore’ si cela in realtà un progetto antipopolare rivolto alla distruzione delle radici della stessa cultura occidentale”.

E a chi invece chiede la legittimazione dell’utero in affitto, cosa dire anche in vista della Marcia per la Vita?

“L’utero in affitto è un crimine da condannare in ambito internazionale. Devo riconoscere con grande sollievo che ci sono anche settori del mondo Lgbt come Arcilesbica per esempio, che hanno le nostre stesse posizioni. Ricordo che nonostante la falsa propaganda, non esiste la gestazione per altri in via gratuita. Quando vedrò una donna ricca prestare l’utero ad una donna povera per dare a questa la possibilità di avere figli, allora mi potranno far ricredere. Ad oggi sono soltanto le donne indigenti ad essere usate come cose per dare soddisfazione ai bisogni delle classi dominanti. Davanti a questo sfruttamento non si può non gridare in difesa di chi è vittima e contro chi è responsabile di questa ignobile e criminale tratta di esseri umani”. 

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