Cottarelli, parla Becchi: “Ora Salvini guidi verso nuovo bipolarismo”

Interviste

Verso il governo del Presidente guidato da Carlo Cottarelli? Fallito il tentativo di formare l’Esecutivo Lega-M5S da parte di Giuseppe Conte in seguito allo scontro con il Quirinale sulla casella dell’Economia, sembra ormai scontato il voto anticipato. Mattarella ha però deciso di dar vita a quel “governo di servizio” da lui più volte evocato chiamato ad affrontare, da qui ai prossimi mesi, le emergenze dell’Italia. Per il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale quello del Capo dello Stato sarebbe una sorta di “golpe bianco”. M5S e Fratelli d’Italia sono intenzionati a chiedere al Parlamento la procedura di impeachment, ovvero la messa sotto accusa di Mattarella, ma Forza Italia ha detto no. Insomma, lo scontro istituzionale è ai massimi livelli.

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E’ morta la democrazia in Italia dopo quanto avvenuto nelle ultime ore? C’è chi dice che ormai andare a votare sia inutile. Condivide?

“Siamo in presenza a mio giudizio di un tentativo quasi paragonabile ad un colpo di stato sotto forma indolore. La nostra Repubblica parlamentare è stata come trasformata in presidenziale, senza modificare la Costituzione. Il governo non è più frutto della volontà parlamentare, ma diventa espressione del Capo dello Stato. A questo punto mi sembra anche fondata la messa sotto accusa del Presidente della Repubblica con l’ipotesi di attentato alla Costituzione. Mi auguro lo facciano nel più breve tempo possibile”. 

L’impeachment al di là degli aspetti costituzionali, cosa comporterebbe?

“Gli aspetti costituzionali penso ci siano tutti. Mattarella non ha potere sulla scelta dei ministri che è demandata al Presidente del Consiglio. Il potere di discrezionalittà il Capo dello Stato ce l’ha soltanto sulla nomina del premier. Se avesse mosso rilievi sulla scelta di Conte nessuno avrebbe potuto obiettare più di tanto. Ma sulla scelta dei ministri questa discrezionalità non esiste, perché i ministri sono responsabili delle loro scelte politiche nei confronti dell’intero Esecutivo e del Parlamento, non del Presidente della Repubblica. Quindi spetta, solo ed unicamente, al premier decidere chi inserire nella propria squadra. Avendo di fatto impedito la nascita del governo espressione della volontà popolare ponendo il veto sulla nomina di Paolo Savona pur non potendolo fare, le ragioni della sua messa in stato d’accusa ci sarebbero tutte. Quello che succederà poi lo vedremo. Intanto muoviamoci in questa direzione”.

C’è però chi sostiene che Salvini e Di Maio sono voluti andare alla spaccatura con il Colle, perché sarebbe bastato sostituire Savona e il problema sarebbe stato risolto. Lo hanno fatto per evidenziare i vincoli che pesano sull’Italia o per andare ad elezioni anticipate?

“Assolutamente no, la colpa è solo di Mattarella. In un governo del cambiamento, formato in maggioranza di persone nuove e anche giovani, una personalità come Savona sarebbe stata una garanzia di serietà e stabilità, non un pericolo. Poi non dimentichiamo che Savona ieri aveva anche compiuto un gesto distensivo nei confronti del Quirinale, con una dichiarazione molto chiara ripresa da tutti gli organi di informazione in cui specificava in maniera inequivocabile la sua posizione verso l’Europa e l’euro. Gesto distensivo, certamente suggerito tanto da Salvini che da Di Maio. Dare a loro la colpa di aver tirato la corda è del tutto sbagliato. Loro hanno cercato fino all’ultimo minuto di mantenere ferma la loro posizione, ma facendo di tutto per rassicurare Mattarella. Temo che il Presidente abbia voluto umiliare questo professore, basandosi su pregiudizi del tutto fuorvianti e senza tenere conto dei chiarimenti da questo forniti”.

L’Italia può essere considerata un Paese a sovranità limitata se ministri esteri possono intervenire nel dibattito politico promuovendo o bocciando premier e ministri e condizionando le scelte del Capo dello Stato?

“Questo mi sembra evidente. Io però non voglio credere che dietro l’impuntatura di Mattarella vi possano essere l’Unione Europea, le lobby finanziarie o chi altro. Dico soltanto che un Capo dello Stato non può esporsi in maniera tanto esplicita all’accusa di aver attentato alla Costituzione e al rischio di impeachment. Quando lui ieri ha ribadito davanti ai giornalisti di aver esercitato un ruolo di garanzia ha detto una cosa a mio giudizio non vera, perché da arbitro si è trasformato in giocatore di una squadra. E’ questa la cosa grave, non chi ci sia dietro certe sue decisioni. Si è fatto la sua squadra di governo e con questa giocherà in campo”.

Quello di Cottarelli dunque si profila come un governo del Presidente. Chi lo voterà? Renzi e Berlusconi insieme?

“Vedremo. Di certo se Forza Italia deciderà di appoggiarlo avremo finalmente quella semplificazione del quadro politico che auspico da sempre. Da una parte avremo i sovranisti e dall’altra i mondialisti. Il problema di Salvini è che si è trovato ad essere contemporaneamente protagonista di un grande cambiamento e leader del centrodestra. Se Berlusconi, che voleva votare contro questo governo guidato dal leader del centrodestra, dovesse decidere di sostenere Cottarelli, a questo punto Salvini sarebbe titolato a sciogliere definitivamente l’alleanza con FI, dichiarare conclusa questa eperienza politica e favorire la nascita in Italia di un nuovo bipolarismo all’insegna della contrapposizione fra sovranisti e mondialisti. E finalmente avremo chiarezza”. 

 

 

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