Cottarelli, parla Sapelli: “Scelta assurda ma impeachment pericoloso”

Interviste

Giuseppe Conte  rinuncia, arriva Carlo Cottarelli. Naufraga il governo Lega-M5S e si fa strada l’esecutivo neutrale già evocato nelle scorse settimane da Sergio Mattarella. La spaccatura fra il Qurinale da una parte, Salvini e Di Maio dall’altra, è avvenuta sul Ministero dell’Economia e sulla nomina del professor Paolo Savona, sponsorizzato dalla Lega ma inviso a Mattarella che lo ha giudicato troppo anti-europeista. Lo Speciale ne ha parlato con l’economista Giulio Sapelli, nelle scorse settimane indicato come candidato premier in quota al Carroccio e anche lui alla fine escluso dalla corsa, sembra perché poco gradito all’inquilino del Colle (che tuttavia in quel caso smentì). Oggi molti si chiedono se abbia ancora un senso andare a votare, se alla fine i governi si fanno in base al gradimento o meno di Bruxelles. E Cottarelli, uomo del Fondo monetario internazionale, viene già percepito come il nuovo Monti imposto dall’euroburocrazia.

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Ha ancora senso votare in Italia? Oppure dopo quanto avvenuto nelle ultime ore è arrivato il momento di celebrare il funerale della democrazia?

“Non sono d’accordo. Capisco la delusione degli italiani ma se non si votasse più non esisterebbe la democrazia rappresentativa. Non dobbiamo perdere la speranza. Un interrogativo del genere non ce lo dovremmo neanche porre. E’ il voto che permette di risolvere certe situazioni”.

Però scusi, dopo che ministri esteri sono entrati a gamba tesa nelle vicende politiche italiane dando giudizi preventivi sul governo e di fatto condizionando pesantemente la scelta di Mattarella, non si ha come l’impressione di vivere in un Paese a sovranità limitata?

“Su chi comanda in Italia ho scritto di recente un libro. Purtroppo il nostro è da sempre un Paese eterodiretto, sin dai tempi di Macchiavelli e di Guicciardini. Non dimentichiamo il fatto che l’Unità d’Italia è stata il frutto di azioni diplomatiche condotte da Camillo Benso di Cavour, che prima ha messo i francesi contro gli austriaci, poi ha sfruttato il conflitto fra francesi e inglesi per il dominio del Mediterraneo. Se non lo avesse fatto non saremmo mai nati. Ancora oggi siamo scossi e percorsi da una forte influenza francese su gran parte della nostra classe politica, influenza che poi si mescola all’azione che i tedeschi svolgono sulle nostre industrie.  Questo ha consentito anche a noi di acquistare industrie tedesche e francesi, ma certamente l’Italia è un Paese dove le potenze straniere, gli Stati Uniti su tutti, hanno sempre esercitato un forte potere. La pressione che statunitensi, inglesi, francesi e tedeschi imprimono sull’Italia è sicuramente maggiore di quella svolta su altri stati, in virtù del ruolo geopolitico che noi esercitiamo sul Mediterraneo”. 

Salvini e Di Maio si sono impuntati sul nome di Savona arrivando alla spaccatura con Mattarella. Hanno fatto bene secondo lei a far naufragare il Governo Conte pur di evidenziare quanto i vincoli europei pesino sull’Italia?”

“Guardi, io sono da sempre convinto che la democrazia senza grandi partiti non possa organizzarsi. Quindi nel momento in cui la forza dei partiti viene messa alla prova non si può pretendere che questi facciano un passo indietro rinunciando ad organizzare la democrazia affermando i propri principi e le proprie idee. Lega ed M5S hanno fatto bene ad agire in questo modo. Hanno rivendicato il loro ruolo che gli deriva dal voto popolare e dalla democrazia rappresentativa propria di una Repubblica parlamentare”.

Fratelli d’Italia ed M5S sono arrivati a chiedere la messa in stato d’accusa del Presidente Mattarella. Se un simile scenario dovesse verificarsi cosa significherebbe per l’Italia al di la degli appigli costituzionali?”

“Non si può giudicare l’operato di un Capo dello Stato con superficialità in un momento così difficile per la storia d’Italia. Andiamoci piano. Stiamo attraversando un momento molto critico nel nostro rapporto con l’Europa e quindi evocare sulle piazze uno scontro istituzionale di tali proporzioni può risultare molto pericoloso indebolendo la forza del nostro Paese sotto forme addirittura irreversibili. Pur comprendendo la rabbia, ritengo sia doveroso da parte di tutti abbassare i toni”.

Ma lei non vede nell’atteggiamento di Mattarella un’eccessiva sudditanza nei confronti dei diktat europei rispetto agli interessi nazionali?

“Penso che Mattarella abbia sbagliato, su questo non c’è dubbio. Ha sbagliato soprattutto nell’approccio, c’erano altri modi per poter ricucire lo strappo. La scelta di Cottarelli non è certo adatta a rasserenare gli animi. Per ripianare i conflitti c’è sempre la seconda carica dello Stato, ovvero il presidente del Senato, che di norma è sempre chiamato a svolgere il ruolo del pompiere”.

Quello di Cottarelli sarà un governo del presidente sostenuto da Renzi e Berlusconi?

“Ho massimo rispetto per il dottor Cottarelli, ma come detto considero la sua nomina sbagliata  e funzionale soltanto ad esacerbare gli animi. Non so chi potrà sostenerlo. Io ribadisco l’esigenza di puntare sul Presidente del Senato come elemento di garanzia. Se Mattarella fosse stato più saggio avrebbe convocato la Casellati e avrebbe così dimostrato di voler mantenere la tranquillità istituzionale. Scegliendo Cottarelli ha invece dato dimostrazione di voler andare allo scontro politico. I ruoli istituzionali del resto esistono anche per mediare i conflitti. Non so sinceramente cosa voglia il Capo dello Stato, so soltanto che questa situazione rischia di degenerare pericolosamente”. 

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