Governo giallo-verde, parla G. Chiesa: “Marasma totale. Può succedere di tutto”

Interviste

Ore cruciali per la sorte del Governo, rispunta l’ipotesi giallo-verde. Carlo Cottarelli è salito al Quirinale per un incontro informale con Mattarella ma non ha ancora sciolto la riserva. Nelle ultime ore si è riaperto però il dialogo fra il Colle da una parte, Salvini e Di Maio dall’altra. Intanto i mercati sono in forte fibrillazione. Lo Speciale ne ha parlato con Giulietto Chiesa, giornalista esperto di scenari geopolitici. Appare evidente l’impossibilità per Cottarelli di ottenere la fiducia in Parlamento, dopo che anche il Partito Democratico si è espresso ufficialmente, optando per “un’astensione costruttiva” con annessa richiesta di ritorno al voto. Ma nelle ultime ore, a rafforzare la posizione di Lega ed M5S si è aggiunta pure Giorgia Meloni che ha offerto la disponibilità di FdI a sostenere il governo giallo-verde. Cottarelli dunque starebbe alla finestra in attesa di capire se ci sarà uno sbocco politico alla crisi.

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Lo spread è schizzato ieri a 320 punti. Cottarelli non doveva tranquillizzare i mercati?

“Non basta cambiare un nome per calmare i mercati particolarmente aggressivi. Era ovvio che Cottarelli non avrebbe affatto migliorato la situazione, il nervosismo generale è frutto delle ultime scelte del Capo dello Stato. La verità è che Mattarella è all’origine di tutta questa tensione su scala internazionale. Del resto lo ha detto esplicitamente, che altro aggiungere?”

Quindi il problema non era la presenza di Paolo Savona ministro dell’Economia del governo Lega-M5s?

“Il problema è il voto del 4 marzo. Questi signori dei mercati hanno visto i risultati elettorali e hanno capito che c’è stata una sollevazione popolare contro di loro. Savona non c’entra nulla. Il nervosismo si è sviluppato quando è stato loro chiaro che, un grande Paese come l’Italia, non condivideva più le modalità di funzionamento dell’Europa. Questa è la verità”.

Nelle ultime ore si è riaperta la trattativa per la nascita di un esecutivo politico Lega- M5S, appoggiato anche da FdI. Vede possibile questo scenario?

“Non mi tuffo in spericolate previsioni. Siamo in una situazione di totale marasma, servirebbe una persona di buon senso ai vertici dello Stato in grado di riportare la calma. In questo momento può succedere di tutto, da un giorno all’altro possono prevalere esigenze personali e soprattutto pressioni esterne. Qui ci sono calibri da novanta che sparano minacce di ritorsioni, ricatti. In questa melma di poteri che stanno perdendo i loro appoggi, è impossibile fare previsioni. Bisognerebbe conoscere chi sono gli autori di queste pressioni. Sappiamo soltanto che ci sono, perché oggi ogni telefonata che viene fatta comporta miliardi di dollari e di euro che volano da una tasca ad un’altra. Questo ciò che sta accadendo”.

Un governo giallo-verde senza Savona ministro dell’Economia sarebbe meno credibile? E soprattutto, basterebbe a tranquillizzare i mercati?

“Credo che il nome di Savona sarebbe importante, perché quando si va a sedere su certi tavoli dove si devono prendere decisioni fondamentali, è importante sapere chi sta dall’altra parte. Savona è una personalità che non si può ignorare e di fronte alla quale non si può neanche ridere. Sanno tutti che si tratta di un uomo di profonda esperienza e competenza. La figura del negoziatore qui è fondamentale, perché quando si devono discutere dieci punti all’ordine del giorno è essenziale che ci sia chi sappia quanti e quali portare a casa. Ci vuole una tattica frutto di comprovata esperienza. Non ci si può improvvisare negoziatori. Neanche l’ex candidato premier Conte a mio giudizio sarebbe all’altezza. Non basta essere intelligenti, bisogna essere soprattutto esperti. Savona lo è sicuramente, quindi ritengo debba restare nel governo”.

Cottarelli intanto sta alla finestra ad aspettare- Ma che senso ha avuto affidare l’incarico ad un premier sapendo già in anticipo che avrebbe fallito la prova della fiducia?

“Non c’è alcun senso logico. E’ il panico”.

Salvini e Di Maio verso un’intesa anche politica? Oppure la Lega resterà ancorata al centrodestra e dunque a Berlusconi?

“Non penso che Salvini tornerà alleato di Berlusconi, ormai ci sono interessi strategici diversi. Salvini si è guadagnato in questi tre mesi uno spazio rilevantissimo, quale interesse avrebbe a tornare indietro? Avrebbe soltanto difficoltà e nessun vantaggio. La difficoltà maggiore sarebbe determinata dalla presenza ingombrante di Berlusconi che però ormai ha perso il suo appeal. In caso di elezioni anticipate, non a caso Salvini punta a fare scorpacciata di voti nel serbatoio di Forza Italia. Penso che la coalizione di centrodestra sia finita. Salvini ha fatto tanti passi avanti migliorando sia la sua immagine che la sua piattaforma programmatica. Probabilmente non ci sarà un’alleanza elettorale con Di Maio, Lega ed M5S cercheranno di raccogliere il massimo numero di consensi, per poi riprendere il dialogo dopo il voto e proseguire un’esperienza di governo insieme”. 

 

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