Italia sull’orlo di una crisi… di nervi. Niente voto estivo, la maggioranza c’è

Politica

E’ utile tornare al voto d’estate? Non per i leghisti e il Movimento 5 Stelle che in queste ore stanno pressando il presidente della Repubblica Mattarella per avere da lui l’ok per il governo. Lo stesso che gli avevano presentato, con Paolo Savona al ministero dell’Economia.

Il primo a rifiutare l’idea di tornare al voto è Gian Marco Centinaio: “Assolutamente no. Ed è proprio per questo che noi stiamo continuando a dire che noi siamo disponibili ad andare al governo”. Ad Agora’ Rai Tre, il programma condotto da Serena Bortone ha detto che loro continueranno a dire che “una maggioranza in Parlamento esiste“.

Da Radio Anch’io sembrava rispondergli virtualmente e a tono il segretario Pd Martina: “Se Lega e M5S decidono di cambiare verso e misurare i toni è un bene per tutti, per l’Italia. Serve dare una mano all’Italia e al presidente Mattarella a gestire questa situazione complessa. La cosa incredibile rimane la faciloneria con cui Lega e M5s hanno giocato sulla pelle dell’Italia una campagna inaudita”.

Di fronte alla crisi sociale e politica che si è aperta, tutti questi scontri hanno messo il Paese messo alla berlina e del bene supremo del Paese non se ne vede l’ombra.

In tal senso un richiamo alla responsabilità di tutti è arrivato oggi dal Presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Gualtiero Bassetti rinnovando l’appello di don Luigi Sturzo a “tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria”: “Mai come oggi c’è un urgente bisogno di uomini e donne che sappiano usare un linguaggio di verità, parlando con franchezza, senza nascondere le difficoltà, senza fare promesse irrealizzabili ma indicando una strada e una meta. Questo è il tempo grave della responsabilità e non certo dello scontro istituzionale, politico e sociale”.

E’ chiaro alla Chiesa (e agli osservatori onesti intellettualmente sì) che il rischio non è tanto quello di soffiare sul fuoco della frustrazione e della rabbia sociale, perchè quella c’è e cresce indipendentemente da quanto accaduto questi ultimi giorni, il rischio più alto lo stanno correndo le istituzioni che stanno facendo finta di ignorare il volere democratico, che hanno bloccato una maggioranza sostenuta dal consenso, che non accettano questo o quel personaggio, che piaccia o no quel governo e quel giallo col verde.

In questo senso, le strade sono due: tornare al voto, che sarebbe l’altra soluzione possibile in un clima incandescente, o verificare che quella maggioranza che aveva presentato i suoi ministri sia ancora disposta a governare. Pare di sì. Istituzionalmente tutto il resto rischia di esasperare gli animi, che sono già abbastanza caldi.

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