Governo, parla Becchi: “Salvini non ceda su Savona o giochi nuove carte”

Interviste

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Torna il governo giallo-verde, probabilmente guidato ancora da Giuseppe Conte e rinnovato dall’ingresso in squadra di Fratelli d’Italia. Probabilmente a sbloccare la situazione sarà lo spostamento del professor Paolo Savona dal Ministero dell’Economia a quello degli Esteri. Proposta avanzata da Luigi Di Maio, ma sulla quale Matteo Salvini non si sarebbe ancora definitivamente pronunciato. Per il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale sarebbe un errore da parte del leader leghista limitarsi ad accettare lo spostamento di Savona, pur di consentire la partenza del Governo. Ad agitare le acque è intervenuta oggi una lettera pubblica indirizzata a Di Maio e Salvini da Lupo Rattazzi, figlio di Susanna Agnelli, che con un’intera pagina su Repubblica contesta il piano B per l’uscita dall’euro alla cui stesura lo stesso Savona ha contribuito. Per Rattazzi quel piano penalizzerebbe stipendi, salari e pensioni e agevolerebbe i ricchi.

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Il Governo giallo-verde starebbe per riprendere quota, ma Salvini dovrà rinunciare al Ministero dell’Economia per Paolo Savona. Fa bene a cedere pur di favorire la nascita dell’Esecutivo?

“Salvini sbaglia a cedere, perché non si può risolvere il problema con il solo spostamento di Paolo Savona. Significherebbe legittimare l’operato del Presidente della Repubblica e assecondare le sue volontà. Il comportamento del Capo dello Stato è stato criticato anche da illustri costituzionalisti, quindi oggi non si può avvalore un atteggiamento sbagliato fino quasi a far passare l’idea che tutto sommato Mattarella avesse ragione. Di Maio ha tutto l’interesse oggi a far partire il Governo, anche accettando di cedere alle pressioni esterne, perché per il M5S tornare alle urne è molto rischioso alla luce degli ultimi sondaggi. Ma questo pericolo Salvini non lo corre. Dal voto avrebbe al contrario tutto da guadagnare”.

Quindi deve far saltare il banco ? Ma se lo farà non rischia poi di diventare lui il responsabile del ritorno al voto e colui che per interessi di parte ha fatto naufragare il tanto sbandierato governo del cambiamento?

“Non dico che debba far saltare il banco, dico che Salvini non può limitarsi ad accettare lo spostamento di Savona ad altro ministero. Credo che debba pretendere di ridiscutere tutto daccapo, quindi revisionando l’intera squadra di governo. Ci sono nomi di possibili ministri in circolazione che a mio giudizio sono inaccettabili e andrebbero bocciati senza appello”.

Tipo?

“Mi riferisco in particolare a Enzo Moavero Milanesi indicato come possibile ministro agli Affari europei o addirittura agli Esteri. Si tratta di uno che è stato ministro nei governi Monti e Letta. Si può avere in un esecutivo del cambiamento un ministro che ha lavorato con Mario Monti? Che è stato al governo con Elsa Fornero? Ma siamo diventati matti? Mattarella mette il veto su Savona e poi ci ritroviamo Moavero Milanesi? Salvini dovrebbe quindi porre dei veti molto seri in cambio della rimozione di Savona. Va bene rinunciare a lui per l’Economia, ma non può essere il solo a dover fare un passo indietro. Poi sinceramente, ad un Savona che rinuncia riterrei necessario pensare ad un Giulio Sapelli come suo sostituto”.

Sapelli è stato già bocciato come premier e pare anche lì perché non troppo gradito al Colle. Non si rischia di riaprire il conflitto con il Quirinale?

“Ho capito, ma allora che facciamo? Il governo come vuole Mattarella? Qui servono persone competenti che possano supportare l’azione di un Esecutivo per la maggior parte fondato da gente del tutto inesperta in materia economica. Savona sarebbe stata la persona più indicata, ma anche Sapelli penso sarebbe perfettamente adatto. Poi se fossi Salvini io proporrei un nome ancora più di rottura”.

Quale?

“Quello di Giulio Tremonti”.

Addirittura?

“Si, perchè non dovrebbe essere nominato? Perché ha fatto il ministro con Berlusconi? Vanno bene gli ex ministri di Monti e non quelli di Berlusconi? Anche Di Maio credo debba iniziare a chiarirsi le idee che sembra avere un po’ confuse. Non è stato lui a dire di aver proposto come alternativa a Savona il nome di Alberto Bagnai? Per altro è curioso che Mattarella abbia smentito di aver messo veti su quel nome. Ma sa il Capo dello Stato che a differenza di Savona, Bagnai ha scritto libri contro l’euro?”.

A proposito di uscita dall’euro. Oggi Lupo Rattazzi su Repubblica ha pubblicato una lettera indirizzata a Salvini e Di Maio per denunciare come il piano B del professor Savona si traduca in un grande beneficio per i ricchi e in un grave danno per stipendi, salari e pensioni. Come risponde?

“A questo sono arrivati?”

In che senso?

“Nel senso che non se ne può più di tutti questi che salgono in cattedra ed insegnare agli altri quello che devono fare e come devono muoversi, predicando da pulpiti come quello di Repubblica. La cosa migliore da fare è ignorarli”.

Però è vero o no secondo lei ciò che Rattazzi contesta nel merito?

“Il piano B non è stato concepito soltanto dal professor Savona, ma da un gruppo di economisti più che qualificati. Poi se Rattazzi pensa di saperne più di loro, affari suoi. Non mi sembra che sia come dice lui. Ad ogni modo gli risponderà chi di dovere. Io mi limito ad osservare che, stranamente, certi attacchi arrivano sempre dagli stessi ambienti e dagli stessi giornali. Sarà soltanto un caso? Per questo dico che cedere su Savona sarebbe un errore. Sarebbe darla vinta a questa gente”.

 

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