Governo Conte, Rinaldi avverte: “Avranno tutti contro. Il ruolo di Savona ora”

Politica

Il Governo giallo-verde presieduto da Giuseppe Conte ha visto finalmente la luce. Decisivo per sbloccare la situazione lo spostamento del professor Paolo Savona dal Ministero dell’Economia a quello degli Affari Europei. Responsabile della politica economica dell’Esecutivo sarà il professor Giovanni Tria preside della Facoltà di Economia dell’Università romana di Tor Vergata. Lo Speciale ha chiesto un commento all’economista Antonio Maria Rinaldi animatore del sito Scenari Economici, e da sempre schierato in favore di una rivisitazione dei trattati europei e delle regole monetarie.

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Le piace il nuovo Governo Conte che questo pomeriggio giurerà al Quirinale?

“Avevamo l’assoluta necessità di avere un governo, per il bene del Paese in primo luogo. Quindi Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno dimostrato di avere davvero a cuore gli interessi dell’Italia. Per loro sarebbe stato molto più conveniente tornare al voto ed aumentare il consenso elettorale. Avrebbero vinto, ma il sistema Paese nel suo complesso avrebbe rischiato di perdere. Con questa mossa invece hanno guadagnato la stima degli italiani”.

Conosce il nuovo ministro dell’Economia Giovanni Tria?

“Personalmente non lo conosco, ma questo cambia poco. Il ministro dell’Economia è quello che deve portare avanti le linee guida del Governo in materia di politica economica. C’è un Consiglio dei ministri e c’è soprattutto un programma da rispettare. Essendo Tria un professore universitario di comprovate qualità, sono certo non avrà problemi a portare avanti l’indirizzo che l’Esecutivo si è dato”.

Paolo Savona è stato spostato agli Affari Europei. Potrà anche da quella poltrona portare avanti la sua battaglia per la revisione dei trattati europei?

“In Europa non esiste persona con la stessa esperienza storica di Paolo Savona che ha vissuto personalmente e da protagonista la fase di costruzione dell’Unione Europea. Ha partecipato al processo che ha preceduto la nascita della Ue e l’entrata in vigore dell’euro, quindi conosce alla perfezione tutti i meccanismi connessi. In nessun altro Paese europeo credo ci sia un ministro della stessa esperienza e competenza storica. Ritengo sia una garanzia per tutti gli italiani. Saprà rappresentarci nell’interesse comune, anche con riferimento alla salvaguardia dell’unità europea”.

Quindi anche in quella casella è l’uomo giusto al posto giusto?

“Credo che Savona in una compagine di governo sarebbe, sempre e comunque, l’uomo giusto al posto giusto. Nei precedenti governi abbiamo visto persone ricoprire ruoli a loro del tutto estranei, mentre Savona non ha problemi di alcun tipo. La sua storia parla da sola”.

Cosa si aspetta adesso dai mercati? Lo spread tornerà a farsi sentire?

“I mercati sono imprevedibili, il bello è che vanno sempre in direzione contraria a come ci si aspetta. Lo abbiamo visto nei giorni scorsi. Quando fu dato il primo incarico a Conte lo spread superò i 210 punti e si gridò allo scandalo, quando fu dato poi a Cottarelli con l’obiettivo proprio di placare le ire dei mercati, ha superato addirittura i 320 punti. La cosa incredibile è che appena Cottarelli si è detto disponibile al passo indietro in favore di un governo politico, lo spread è calato. Nessuno avrebbe poi scommesso che le aperture di questa mattina sarebbero state positive. Ma questo perché c’è il Governo Conte, non perché c’era ieri Cottarelli”.

Fratelli d’Italia è rimasta fuori, perché pare sia intervenuto il veto del M5S all’ingresso della Meloni. E’ stato giusto rinunciare al supporto di una forza comunque sovranista?

“Sono convinto che più alleati si hanno e meglio è. Qui si sta facendo l’interesse di tutti gli italiani. Spero che da parte di FdI non manchi comunque un supporto all’azione del Governo, soprattutto su quei provvedimenti destinati a migliorare la vita di tutti”.

Cosa consiglierebbe al premier Conte e ai nuovi ministri?

“Gli auguro di andare avanti e gli consiglio di non farsi intimidire. All’inizio avranno tutti contro, ma devono essere consapevoli che il popolo italiano è con loro e che quindi devono tenere duro realizzando fino in fondo ciò che hanno promesso”. 

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