Brambilla Vs Fontana: niente più dubbi, il centrodestra è morto

In Rilievo

Volevamo la prova dei nuovi schemi sul campo, dopo l’avvio del governo giallo-verde? Le frasi della Brambilla, oggi sul Corriere della Sera, in risposta alla famosa e “medievale” intervista che ha rilasciato il neo-ministro della Famiglia Fontana, colpevole di aver usato parole di assoluto buon senso e in linea con la Costituzione: le famiglie arcobaleno non sono famiglie, l’aborto va frenato, bisogna fare più figli per risolvere l’emergenza natalità. Scandalo.

Una replica ideologica che non viene dalla sinistra laicista, o dai radicali, ma proprio dagli ex colleghi di coalizione della Lega, da quel centro-destra berlusconiano ormai morto e sepolto nei fatti e nei contenuti.

E meno male che le differenze stanno venendo fuori: da una parte sono venute in superficie tante, troppe ambiguità che hanno accompagnato quel disegno nato nel 1994, e che la tattica elettorale ha sempre messo sottocoperta (un polo Brancaleone, fatto da cattolici, laici, europeisti, nazionalisti, liberali, sociali, liberisti, statalisti, che si reggeva con lo sputo); e dall’altra, ha confermato le nuove categorie che non sono più “destra-sinistra”, ma “area sovranista, identitaria, populista” (Lega e 5Stelle), e “area (d’opposizione, formata da Fi e Pd), liberal o radical”.

Ormai da tempo azzurri e dem sono uguali, liberali in politica, liberisti in economia e laicisti sui temi etici (e la Brambilla lo ha evidenziato chiaramente). Insieme contesteranno il governo Conte con battaglie praticamente omogenee: più Europa, più liberismo, più garantismo. E non a caso Renzi, col suo progetto macroniano guarda agli elettori di Forza Italia più che alla sua sinistra.

Ma veniamo all’intervista della Brambilla: per lei le diverse sensibilità sui temi etici la portano a fare la sentinella laicista del governo (un appello a tutta Fi). Per controllare i grillini, notoriamente nichilisti su questi argomenti? No, per controllare i leghisti, che mettono al centro la famiglia naturale come scritta e definita dall’articolo 29 della Costituzione. Non sapendo che così facendo, l’animalista azzurra fa il gioco delle lobby Lgbt presenti ovunque, che puntano a drammatizzare uno scontro che non c’è, non sta nel contratto di governo, con l’unico scopo di incrinare l’alleanza di Palazzo Chigi.

Ed è paradossale che proprio lei parli di ministero della Famiglia che deve occuparsi di Famiglie (e quindi, anche quelle arcobaleno). Ma ci dispiace per lei, si chiama ministero della Famiglia, al singolare. E questa è già una risposta chiara che ha incassato anche il consenso dei grillini, segno che le contaminazioni talvolta funzionano.

E poi le famiglie arcobaleno non sono un tema costituzionale. L’approvazione della Cirinnà ha legittimato le unioni civili, non le famiglie. Infine, vorrei ricordare che limitarsi a ricordare l’amore e i figli come unico presupposto per ogni famiglia, serve a nascondere l’altro elemento non da poco (oltre al sentimento), che connota questa istituzione: il dono della vita, che non appartiene per natura, alle famiglie omosessuali. Particolare che la Brambilla omette e che è l’apripista dell’utero in affitto, considerato ancora un reato in Italia e non solo.

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