Flat tax e Troika, parla Ferrero (SE): “Salvini e Monti pari sono”

Interviste

Scontro fra Salvini e la Cisl sulla flat tax. Interviene su Lo Speciale l’ex ministro ed ex segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, oggi vicepresidente del gruppo della Sinistra europea. Secondo il leader della Lega e neo ministro dell’Interno “è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse. Perché spende e investe di più… L’importante è che ci guadagnino tutti: se uno fattura di più, risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più, e crea lavoro in più”. Posizione che non è piaciuta al segretario generale della Cisl Anna Maria Furlan che ha sollecitato un confronto con il Governo sul tema,e che sta provocando anche divergenze con alcuni esponenti del M5S.

LEGGI SU LO SPECIALE LO SCONTRO SULLA FLAT TAX

Salvini ammette che è giusto far pagare meno tasse a chi guadagna di più perché questi spende e investe di più. Condivide?

“E’ la dimostrazione di come questo nuovo Governo scatenerà una guerra fra poveri rischiando di favorire i ricchi. Il ragionamento del leader leghista è molto discutibile, direi quasi folle. E’ evidente infatti che l’economia può funzionare, e gli imprenditori possono investire, soltanto se riescono a vendere le merci che producono. E questo può avvenire soltanto se si fanno ripartire i consumi. Perché a quel punto l’ imprenditore assume operai se ha la certezza che sarà ripagato dalla vendita dei prodotti. Mi sembra un discorso logico, ma vedo che pochi lo fanno. Quindi è la redistribuzione del reddito dall’alto in basso che crea lavoro. Tutto dipende dalla capacità di spesa delle persone, perché proprio questa comporta una domanda aggiuntiva da soddisfare. Il ruolo dello Stato dovrebbe essere quello di favorire questa domanda aggiuntiva con la redistribuzione del reddito”.

E questo Governo rischia di non farlo?

“Ripeto, è il principio che non regge. Se i ricchi hanno molti soldi ma tutti gli altri sono poveri e non spendono, gli stessi ricchi non avrebbero più alcun interesse a produrre merci, sapendo che queste resteranno invendute nei magazzini. L’aumento della ricchezza per le fasce alte non produce investimenti o posti di lavoro, ma quella che viene definita economia di carta, ossia l’economia delle bolle finanziarie. Se lo Stato invece di regalare soldi ai ricchi li investisse sul riassetto idrogeologico del territorio, sull’assunzione degli insegnanti o per far funzionare meglio il sistema sanitario pubblico abbattendo le liste di attesa, si migliorerebbero le condizioni di vita delle persone e si aumenterebbe anche la possibilità di nuova occupazione”.

Cosa si aspetta in concreto dal Governo Conte?

“Nulla di buono. Mi aspetto politiche da ancien régime, altro che lotta alla casta. Questo spiega anche bene agli italiani quanto sia sbagliato identificare la casta soltanto nei politici, perché questo ha finito per fregare tutti gli italiani. La casta vera sono quelli che hanno troppi soldi, e non tutti i politici li hanno. Anche perché chi possiede dieci miliardi non riesco ad immaginare come possa averli guadagnati visto che non esiste nessun lavoro alla portata di un comune mortale che consenta una simile retribuzione. E pensare che nel corso dei secoli, le società civili si sono sempre preoccupate di colmare le disuguaglianze fra ricchi e poveri, evitando sperequazioni eccessive”. 

Ieri in Senato si è levato il grido di Mario Monti che ha evidenziato come questo Governo rischi di portare la Troika in Italia, cosa che lui invece aveva evitato. Ha ragione?

“Certo, ma si è dimenticato di aggiungere che lui era la Troika. Monti ha massacrato gli italiani con la Legge Fornero e tanti altri provvedimenti che hanno tagliato i servizi, la sanità e la scuola. Monti è il rappresentante dell’altra destra”

Quale destra?

“Oggi in Italia abbiamo due destre. Una liberista e intollerante verso gli immigrati rappresentata da Salvini e dalla Lega e che delinea il profilo del Governo Conte, e una destra liberista e tecnocratica che è quella di Monti. Due facce della stessa medaglia. Tutti e due vogliono tutelare i ricchi, i primi scatenando la guerra fra poveri, i secondi andando a braccetto con le banche e i grandi gruppi finanziari. Per me Salvini e Monti pari sono”. 

 

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