Aquarius, parla G. Chiesa: “Bene Salvini, ma non da solo”

Interviste

Pugno duro del Ministro dell’Interno Matteo Salvini sull’immigrazione: la nave Aquarius con a bordo 629 migranti soccorsi, continua a restare ferma in mezzo al mare a causa del divieto di sbarco nei porti italiani disposto dal Viminale. Lo Speciale ha chiesto un commento in merito al giornalista Giulietto Chiesa, esperto di scenari geopolitici, per capire quanto, questa politica di Salvini, possa o meno raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare l’Europa sulla necessità di aiutare l’Italia, smistando i migranti su altri porti limitrofi, Malta su tutti. Intanto sembrano delinearsi fratture nella stessa maggioranza, con il sindaco di Livorno Filippo Nogarin del M5S che si è detto pronto con un post su Facebook poi rimosso, ad accogliere la nave nel porto della sua città.

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Come giudica l’atteggiamento di Salvini? E’ utile questo braccio di ferro?

“Credo che in qualche misura sia necessario richiamare bruscamente gli altri Paesi ad uno sforzo comune, perché se non lo si farà l’Italia rischierà di rimanere schiacciata in una situazione ingestibile. Se questo è l’obiettivo e non vengono messe a rischio le vite delle persone, l’Italia ha tutto il diritto di affermare il principio che non può essere sola a gestire l’emergenza. Crudamente parlando questa è un’iniziativa quasi inevitabile. Da sola però non è sufficiente”.

Cosa servirebbe ancora?

“Una grande iniziativa politico-diplomatica che finora è sempre mancata con il coinvolgimento di tutta l’Africa del Nord. Questo può avvenire con iniziative bilaterali che l’Italia dovrà avviare al più presto con i singoli paesi africani, la Tunisia in testa, per contenere il fenomeno migratorio. Vanno in pratica definite e moltiplicate le responsabilità dei vari protagonisti, perché altrimenti se l’Italia continuerà a rimanere sola, i respingimenti diventeranno inevitabili. Quindi invito il Governo Conte ad intraprendere al più presto contatti con tutti i paesi dell’Africa interessati, e siglare con questi accordi in tal senso. Una volta che saranno individuati opportuni argini a questo fenomeno migratorio di proporzioni immani, allora tutte le iniziative conseguenti potranno e dovranno esserre sostenute da adeguati finanziamenti e controlli europei, per far sì che le azioni di contenimento avvengano nel pieno rispetto dei diritti umani. Dobbiamo uscire da una logica buonista, perché a forza di essere buoni si rischia di creare delle situazioni insostenibili”.

Malta continua a dire no allo sbarco nei propri porti sostenendo che non è sua competenza e di non essere attrezzata. Come giudica questo atteggiamento?

“Malta nel suo piccolo rappresenta l’atteggiamento dell’Europa, quello cioè di ognuno che pensa a se stesso. Questa è una visione del tutto contraria all’originale visione europea. Di quale comunità si sta parlando se ognuno persegue soltanto ciò che gli fa comodo a scapito di tutti gli altri? Malta si può permettere un simile atteggiamento in assenza di un retroterra politico che richiami le sue responsabilità di solidarietà europea. Certamente non potrebbe farsi carico del problema da sola, proprio come non può farlo l’Italia”.

Il sindaco Nogarin del M5S si è detto pronto ad accogliere Aquarius con i migranti a bordo nel porto di Livorno. Che significa? Che dopo i deludenti risultati di ieri alle amministrative i 5S si preparano a contrastare le ricette leghiste su immigrazione e sicurezza per non apparire appiattiti sul Carroccio?

“Sicuramente questi calcoli politici esistono, ma sono molto miopi e di scarsa prospettiva. Se anche qui ognuno ragiona a suo modo pensando al proprio interesse elettorale, non se ne uscirà mai. Qui serve una grande unità nazionale. Ci vuole qualcuno, come il Governo, che richiami all’unità ma lo faccia con un approccio diverso rispetto al passato: Comuni e Regioni vanno coinvolte a pieno titolo nelle decisioni, perché se ognuno farà la sua parte, ovviamente con spirito di collaborazione unitario e nazionale, l’emergenza potrà essere gestita in modo diverso e sicuramente più utile a tutti. L’Italia deve essere coesa a tutti i livelli, perché se noi per primi non capiremo che l’unione fa la forza, non potremo poi convincere gli altri Paesi ad essere solidali verso di noi”.

I risultati delle amministrative vedono la Lega in crescita e il M5S in calo. Questo sta anche a significare che il Carroccio puntando su sicurezza e immigrazione, ha colto il comune sentire degli italiani che considera le questioni sociali e del lavoro strettamente connesse proprio all’emergenza migranti?

“Gli italiani sicuramente non sono tutti razzisti, ma si avverte l’esigenza di un approccio razionale al problema. Per questo torno a ribadire l’esigenza di una collaborazione nazionale. Manca una guida politica. Non c’è nessuno che abbia l’autorità politica e morale di sollevare la voce in questa direzione. Se lo si facesse gli italiani capirebbero davvero l’entità del problema. Poi certo, è evidente che nel Governo c’è discrepanza su questi temi. La Lega da questo punto di vista essendo un partito, è più agevolato nel portare avanti certe posizioni rispetto al M5S. Questo infatti è un movimento dove convivono sensibilità diverse, che non ha fisionomia organizzativa e democrazia interna. In alcune città non sono stati nemmeno capaci di presentarsi. Anche all’interno del Governo queste divergenze si vedranno e provocheranno certamente scossoni niente affatto irrilevanti”. 

 

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