Bozza Ue migranti, Becchi: “Non cadiamo in trappola. Ci serve Seehofer”

Interviste

L’Italia minaccia di disertare il vertice di Bruxelles sui migranti, dopo che dalla bozza di accordo trapelata non sembrerebbero esserci le garanzie richieste su sbarchi e ricollocamenti. Si rischia di restare a bocca asciutta, ragione per cui il premier Conte e il Ministro dell’Interno Salvini, hanno preannunciato l’intenzione di non presentarsi domenica a Bruxelles per firmare quello che hanno già deciso Germania e Francia. Una posizione che piace al filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale, a detta del quale però tutto questo rischia di rivelarsi vano se Salvini non compirà un altro passo fondamentale.

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Conte minaccia di non presentarsi a Bruxelles domenica perché la bozza di accordo sui migranti non garantirebbe l’Italia. Ha ragione?

“Certamente, perché presentandosi farebbe soltanto un favore alla signora Merkel che è in grossa crisi. Mi trovo in queste ore in  Germania e i principali giornali parlano delle difficoltà che la Cancelliera sta vivendo in seguito al rafforzamento, all’interno del suo Governo, della posizione ispirata dal ministro dell’Interno Horst Seehofer leader della Csu bavarese. Questi ha infatti lanciato un netto altolà alla Merkel proprio sul tema dell’immigrazione, dicendo chiaramente che non è possibile continuare a gestire il problema come ha fatto fino ad oggi. La critica poi si estende anche ad altri temi, compresa la politica economica europea. Sta di fatto che la Cancelliera, pur non avendo ammesso di aver sbagliato, ora è costretta ad adeguarsi alle richieste del potente alleato. Dovrà trovare quindi entro la fine di giugno un accordo con i paesi europei altrimenti la Csu passerà alla linea dura”. 

Quindi il no dell’Italia all’accordo potrebbe rivelarsi determinante?

“Sì. La Merkel ha convocato Macron e si è garantita il suo sostegno scavalcando completamente l’Italia. Il gioco è chiaro. Presentarsi domenica con una bozza già confezionata e obbligando l’Italia a sottoscriverla. Stavolta però non ci sono più né Monti, né Renzi, nè Gentiloni, ma c’è un Governo che non è eterodiretto dall’esterno. Non so cosa riusciremo ad ottenere, ma certo è che un nostro no non sarebbe indolore. Se l’accordo resterà quello che hanno stipulato Merkel e Macron non ci conviene neanche andare, visto che come detto faremmo soltanto un favore alla Cancelliera. Poi sarà interessante capire anche cosa avverrà oggi alla riunione dell’eurogruppo e se il Ministro dell’Economia Tria riuscirà già a far valere le nostre ragioni con gli altri ministri delle finanze europei”.

Nella bozza si parla di accordi amministrativi per accelerare la ripresa in carico e i trasferimenti dei richiedenti asilo che si spostano in altri paesi, meccanismi flessibili di riammissione, controlli ai confini su autobus, treni, aeroporti, centri di Polizia congiunti per la lotta contro i trafficanti ecc. Ma per l’Italia cosa cambia in concreto?

“Non c’è un cambiamento di linea, ma una difesa a spada tratta di ciò che la Merkel ha fatto fino ad oggi. Non c’è la minima autocritica di una gestione totalmente fallimentare dell’immigrazione. C’è invece la volontà di andare avanti come si è fatto sempre, offrendo qualche contentino all’Italia. In pratica ciò che si è capito è che questi vogliono continuare con l’andazzo attuale limitandosi a riconoscere lo sforzo dell’Italia e ad offrirci un aiuto in più. Del resto la Merkel ha tutto l’interesse a mantenere lo status quo visto che dal primo luglio Seehofer ha minacciato di chiudere le frontiere e di non far arrivare più nessuno in Germania. Per l’Italia il rischio è ancora maggiore”.

Perché?

“Perché quelli che sono entrati illegalmente in Germania rischiano di essere rispediti tutti in Italia in quanto Paese di prima accoglienza come previsto dal Trattato di Dublino che nella bozza di accordo non viene modificato. Alla fine cercheranno di regalarci qualche finanziamento in più per fronteggiare l’emergenza, ma nulla di più. Non vedo grandi cambiamenti. Vedo un rafforzamento dell’asse franco-tedesco cui l’Italia deve opporsi”.

Quindi va seguita la linea Salvini del No secco all’accordo?

“Certo, anche se non basta. Salvini non deve limitarsi a fare la voce grossa, rischia di non servire a molto”.

Che deve fare dunque?

“Non deve perdere altro tempo e chiedere al più presto un incontro con Seehofer concordando con lui i termini di una politica comune in Europa, sia sull’immigrazione che sull’economia, rafforzando sempre di più i legami con i paesi di Visegrad. Non capisco proprio cosa stia aspettando ancora il leader leghista. E’ il momento di agire. La Merkel è in crisi come non mai e possiamo assestargli il colpo decisivo per rimettere finalmente in discussione le regole europee sparigliando le carte. Dove sta il problema? Salvini ha tutto il diritto di incontrare il suo omologo tedesco come la Merkel ha incontrato Conte”.

Martina segretario del Pd sostiene che così l’Italia rischia di isolarsi. Non c’è effettivamente questo rischio?

“Ma chi è Martina? Il segretario di un partito morto, le cui opinioni non interessano nessuno. Sono stati spazzati via dal voto degli italiani e dovrebbero tacere visto che con loro non siamo stati capaci di ottenere nulla dall’Europa. Non mi preoccuperei di Martina e di quelli del Pd, se fossi Salvini e Di Maio mi preoccuperei invece di mettere mano al capitolo Rai per riequilibrare finalmente un’informazione che ad oggi appare completamente ostile al Governo”. 

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