I compassionevoli dell’umanità: piangono per i bimbi separati, poi li vendono”

Politica

Non è il conto della spesa sulla pelle dei bambini, ma la lucida, disumana realtà ideologica che negli Usa e non solo, divide i buonisti, i “compassionevoli dell’umanità”, sempre pronti a fare gli indignati morali per le tragedie del mondo, e cancellano, rimuovono, ignorano le tragedie dentro casa. Quelle private che hanno a che vedere con le loro famiglie e con quelle dei vicini.

Donald Trump alla fine si è fermato. Ha annunciato che firmerà un testo per evitare le separazioni dei bambini dai genitori migranti che entrano illegalmente nel suo paese.
Una scelta che tenta di salvare capra e cavoli, la sua politica anti-immigrazione, e il dramma dei piccoli che ha colpito e scosso l’America, in primis Melania.

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Finché si tratta di sicurezza, economia, lavoro, la gente ha dimostrato di condividere la strategia restrittiva circa l’immigrazione (ad esempio, il muro ai confini del Messico); ma quando si tolgono i figli ai genitori, c’è una legge non scritta superiore a qualsiasi pragmatismo legislativo. E il presidente degli Stati Uniti l’ha capito e ha ceduto, concedendo il ricongiungimento delle famiglie, ma non l’uscita dai centri, dalle strutture dove sono trattenuti.

Ma c’è un però: gli amplificatori del pensiero “dem” (liberal e radical), gli avversari di Trump, con molti rappresentanti italiani, stanno reiterando ogni giorno filmati e corrispondenze televisive, servizi (sul dramma dei bambini, sui disperati dei barconi, come l’Aquarius), finalizzati a sconvolgere, commuovere. Si sentono i pianti, le grida, si vedono le cadute in acqua, gli sguardi tristi: è l’indignazione costruita a tavolino, il sentimentalismo peloso al servizio della politica di parte. Parola d’ordine, biasimare il populismo disumano e razzista, che vince ovunque, dagli Usa all’Italia, passando per l’Inghilterra (la Brexit). Sempre nel nome e nel segno di luoghi comuni umanitari e progressisti.

Quanti sono i bambini separati dai genitori (ripetiamo immigrati irregolari)? 2.300, dal 19 al 31 maggio. Quanti sono i bambini che negli Usa vengono strappati, per contratto, alle vere madri e ceduti ai ricchi che vogliono diventare genitori a tutti i costi (utero in affitto)? Quanti bimbi non nascono a causa dell’aborto?
Un milione all’anno. Una cifra immensa. E per questi innocenti c’è qualcuno che si indigna? Ci sono trasmissioni che inducono alla commozione, all’emozione? O è normale rubare bambini alle madri naturali, o è normale la cultura di morte, giustificata dal diritto civile delle donne di abortire?
Questa schizofrenia è inaccettabile. Si piangono bambini, figli dell’umanità, e si tace per i figli che non nascono o che vengono comprati.
E ancora, una recente indagine della polizia Usa ha denunciato un lucroso traffico di organi, ricavati dai feti abortiti (il caso della Planned Parenthood, la principale provider di aborti, 330 mila l’anno, collusa con la società biotech Novogenix).
E’ sempre così: l’indignazione morale, ha due facce: quella ideologica e quella economica.

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