Corte dei Conti, sull’Italia pesano grossi “fattori di incertezza”

Economia In Rilievo

La preoccupazione per la situazione economica italiana è tutta contenuta nella relazione sul rendiconto generale dello Stato 2017 e ben espressa dalle parole del presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Ermanno Granelli.

“Numerosi si rivelano i fattori di incertezza che incombono sullo scenario macroeconomico sul piano internazionale” avverte il Presidente – dalle nuove politiche commerciali degli Stati Uniti al preannunciato esaurirsi delle politiche monetarie di sostegno della Banca Centrale Europee. Sul piano interno, il verificato insuccesso dei tentativi di rilancio degli investimenti pubblici e la precarietà dell’assetto di un sistema fiscale che, in quest’ultimo decennio di urgenze ed emergenze, è stato sottoposto a stress continui che ne hanno offuscato i principi ispiratori”.

Un quadro dunque non negativo, ma magmatico che non permette di fare previsioni positive a lungo termine e che getta il Paese in una situazione di instabilità. Sulle prospettive economico-finanziarie, infatti, ed in particolare rispetto a quelle della finanza pubblica emergono ”indicazioni positive, ma anche elementi critici connessi sia al quadro internazionale che a nuove fragilità sulle tendenze di medio-lungo termine dei nostri conti pubblici” avverte la Corte dei Conti.

Ma come si può evitare il tracollo e dare uno slancio più consistente al Paese? La ricetta la dà la Corte dei Conti stessa. ‘È’ mediante interventi sulla qualità della spesa, oltre a quelli altrettanto importanti che mirano alla sua riduzione, che è possibile incidere concretamente sulla ripresa” spiega il presidente Buscema che chiede anche una scrupolosa “selezione delle misure e degli strumenti su cui far leva per l’azione di politica economica e di bilancio, in un contesto internazionale, come quello attuale, attraversato da difficili equilibri, cambiamenti e nuove sfide”. Anche perché la continuità dei bilanci “non ostacola la eventuale possibilità di modifica da parte della nuova governance politica delle strategie di gestione” per la Corte. “Le nuove impostazioni – aggiunge – sono di per sé non solo legittime ma anzi necessarie in funzione degli scenari sociali, economici e finanziari in continua evoluzione”.

Insomma, non si può fare tutto, ma fare ciò che è prioritario e bene è necessario per rivitalizzare le nostre finanze.

 

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