Vertice Ue migranti, parla Becchi: “Stavolta l’Europa salta davvero”

Interviste

C’è chi ritiene che oggi sia in gioco il destino dell’Europa. Il vertice della Ue si annuncia ad alta tensione soprattutto su due temi in particolare: la gestione dell’immigrazione e i rapporti con la Russia. L’Italia è pronta a fare la voce grossa e a minacciare il veto se sull’immigrazione non arriveranno risposte convincenti in ordine alla condivisione dei salvataggi in mare. Del fatto che l’Europa sia ormai ad un bivio è convinto il filosofo Paolo Becchi che a Lo Speciale evidenzia come il nuovo ruolo dell’Italia, potrà essere davvero determinante per porre fine all’asse franco-tedesco che fino ad oggi ha guidato i destini della Ue.

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Cosa si aspetta dal vertice europeo di oggi?

“Oggi può arrivare il punto di svolta. L’Italia nel pre-vertice della settimana scorsa ha messo in chiaro la sua posizione che spero vivamente resti quella decisa dal Governo. Conte ha fatto capire chiaramente che sull’immigrazione non basterà cambiare il Trattato di Dublino ma andare oltre. Serve un nuovo trattato che prenda atto della situazione attuale, che non è più la stessa di allora. La Germania e la Francia devono riconoscere di aver sbagliato tutto e ammettere che la politica migratoria da loro imposta a tutta l’Europa è stata completamente fallimentare”.

C’è chi addirittura intravede la possibilità che l’Europa possa saltare. Siamo a questo punto?

“L’Italia potrà porre il veto sulle decisioni che non condividerà o rifiutarsi di sottoscrivere gli accordi. Di certo la Germania è uscita dai mondiali di calcio, ma sta entrando in una situazione molto complessa. Non sappiamo neanche quanto il Governo Merkel potrà durare. Sbaglia chi pensa che l’Italia oggi rischi l’isolamento, è vero l’esatto contrario. La nostra posizione è stata talmente dirompente da aver messo in crisi gli equilibri che si erano creati in Germania. Il ministro dell’Interno Seehofer si mostra sempre più scettico circa la permanenza in vita della Grande Coalizione tedesca facendo capire che dal primo luglio sarà pronto a rivoluzionare la politica dell’immigrazione portata avanti fino ad oggi dalla Cancelliera. Se non gli sarà consentito, potrà far cadere il Governo dal momento che i voti della Csu sono determinanti. Macron non sta affatto meglio visto che la Francia è la principale responsabile dell’emergenza immigrazione, prima per aver creato la crisi libica e poi per la dissennata gestione del franco francese che sta distruggendo le ex colonie in Africa. O l’Europa cambia marcia oppure Francia e Germania resteranno isolate. Il dato di fatto importante è che oggi Conte al vertice conterà davvero”.

C’è poi il nodo della Russia. Cosa potrà accadere?

“Nel programma del Governo gialloverde c’è la ridiscussione delle sanzioni alla Russia. L’Italia non può continuare a tollerare una situazione come quella attuale che vede la Germania fare affari indirettamente con Mosca mentre noi siamo obbligati a rispettare i vincoli. La nostra economia è fortemente danneggiata da queste sanzioni, quindi anche qui dovremo battere i pugni sul tavolo ed ottenere a tutti i costi la revoca delle restrizioni contro la Russia. Sicuramente francesi e tedeschi non saranno d’accordo, ma anche qui non possiamo suicidarci per far piacere loro”.

Le ultime elezioni amministrative hanno rafforzato o meno il Governo Conte?

“Lo hanno sicuramente rafforzato nel momento stesso in cui hanno sancito la morte delle opposizioni. Il Pd è defunto dopo aver perso le storiche roccaforti della sinistra, e dovrà ripartire da zero, ricostruire tutto dalle fondamenta, per poter riuscire a rimettere in piedi un’alternativa di governo. Penso che da adesso alle prossime elezioni europeee l’Esecutivo potrà lavorare in tutta tranquillità e senza grossi impedimenti. Fa bene Matteo Salvini a portare avanti la sua politica sulla sicurezza e contro l’immigrazione che sta già dando ottimi risultati, ma spero che quanto prima analoghi risultati si vedano anche sul piano sociale. Dobbiamo dare risposte decisive sul grande tema del lavoro. La disoccupazione purtroppo non cenna a diminuire e tanta gente continua a vivere al di sotto della soglia di povertà. Dobbiamo coniugare il sovranismo identitario con quello sociale e solidale e per fare questo dovremo sfondare il patto di stabilità e trasgredire i vincoli europei. Altrimenti non ne usciremo”.

Dopo le europee cosa potrà accadere?

“Qui il discorso diventa più complesso. Senza dubbio l’orientamento di Salvini è chiaro, contribuire alla creazione di un grande blocco sovranista ed euroscettico insieme ai paesi di Visegrad che porti a rifondare l’Europa contrapponendosi ai due schieramenti fino ad oggi dominanti, popolari e socialisti. Cosa farà il M5S? Aderirà al blocco sovranista? Manterrà una posizione autonoma? Si schiererà con i liberali? Con i verdi? Su posizioni euroscettiche o no? Questo il grande dilemma. A quel punto in base alla collocazione che i 5S sceglieranno in Europa potrebbero presentarsi seri problemi per la tenuta del Governo. Ma è prematuro parlarne ora. Adesso per un anno penso si procederà senza intoppi e con risultati secondo me anche molto positivi. Se il buongiorno si vede dal mattino! Oggi l’Italia sul tema dei migranti e dell’eurozona è al centro di tutti i giochi. Come andrà a finire nessuno lo sa, ma di certo nulla sarà più come prima”.

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