Piemonte: nuovi ginecologi per aborti e contraccezione gratuita. M5s d’accordo

In Rilievo

Aborto, come arrangiarsi se i medici non praticano più volentieri l’aborto? Non può essere una questione di fortuna per i piemontesi, e allora arriva la norma ad hoc, perché dite tutto alle Regioni meno che non si diano da fare sull’argomento.

Con un provvedimento approvato ieri, il Consiglio regionale del Piemonte ha annunciato di assumere nuovi ginecologici che praticano l’interruzione volontaria di gravidanza nei casi in cui l’obiezione superi il 50%.

L’idea è di Leu, il partito di cui fanno parte Grasso e la Boldrini, che ogni giorno tuona contro l’emergenza immigrazione e le morti in mare anche di bambini. Ma d’altronde non per tutti il feto è vita, i partiti di sinistra che  con Leu hanno emanato il provvedimento non pensano c’entri nulla accostare i bambini africani da salvare con i piccoli embrioni da eliminare, al contrario dei pro life che invece accostano le due realtà per evidenziare la contraddizione. Due visioni della vita e della morte in sostanza.

La notizia più sconvolgente però non è che ci siano i pro e contro aborto, ma che anche il Movimento 5 Stelle ha composto la maggioranza che ha decretato il successo dell’intento, lo stesso Movimento 5 Stelle che governa con il pro family Salvini. Siccome si tratta di un voto storico che rende davvero esigibile il diritto alla libera scelta delle donne sancito dalla legge, beh, il fatto che non sia stato solo la sinistra ma i grillini a renderlo possibile, sicuramente non verrà digerito facilmente dai tanti cattolici che hanno votato per loro.

La delibera infatti è la prima in Italia a rendere stringente l’articolo della legge del 1978 che sancisce il dovere delle strutture sanitarie di assicurare il diritto all’interruzione di gravidanza.

“La proposta – per il capogruppo di Leu, Marco Grimaldi – nasce dai dati allarmanti (allarmanti per qualcuno, positivi per altri) dell’obiezione di coscienza, salita al 70% in Italia nel 2015, con punte del 90% in alcune Regioni. In Piemonte gli obiettori sono il 67%, ma il 47% degli aborti in Regione e l’87% a Torino vengono effettuati in un unico presidio: il Sant’Anna. In molti casi l’obiezione non è ideologica, ma viene scelta per motivi di organizzazione o per un eccesso di carico di lavoro”.

Ma il provvedimento approvato non prevede solo più medici obiettori, no, anche la contraccezione gratuita per le giovani sotto i 26 anni e per le disoccupate nei 12 mesi successivi al parto e nei 24 mesi successivi all’interruzione di gravidanza. Insomma, il lavoro non ve lo possiamo assicurare cari italiani, ma per l’eliminazione del figlio non desiderato provvederemo in ogni modo. Per tutte queste donne, infatti, viene garantito anche l’accesso diretto senza ticket nei Consultori.

Sorge una domanda. Ma uno Stato che si muove velocemente ed efficacemente solo quando si parla di morte (aborto, droga libera, un giorno sarà anche eutanasia) che Stato è? Uno Stato di grazia o uno Stato del colpo di grazia, fate vobis.

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