Rivoluzione in Vaticano, Ruffini responsabile comunicazione. La svolta “laica” del Papa

In Rilievo

Rivoluzione in Vaticano, per la prima volta un laico è stato nominato Prefetto del dicastero per la Comunicazione. Si tratta del giornalista Paolo Ruffini che fino a ieri dirigeva Tv2000, ovvero la televisione della Conferenza episcopale italiana.  Un segnale di rottura fortemente voluto da Papa Francesco, con l’intento secondo i bene informati, di laicizzare la Curia romana e ridimensionare il potere di un clero giudicato troppo interessato alla conservazione e alla tutela di privilegi e posizioni di potere che alla cura delle anime.

Paolo Ruffini ricoprirà il ruolo lasciato da monsignor Dario Viganò, che si è dimesso in seguito alle polemiche seguite alla divulgazione della lettera di Benedetto XVI. La storia è quella della richiesta avanzata al Papa emerito di scrivere una recensione ai nuovi libri di Papa Francesco sulla dottrina. Rispondendo all’invito, Ratzinger disse di non avere tempo di leggerli e di non avere di conseguenza nemmeno la possibilità di scrivere alcuna recensione. Contemporaneamente espresse anche rammarico nel vedere che fra i teologi consultati da Francesco per la stesura del libro, comparivano nomi di persone in passato molto critiche sia nei confronti suoi che di Giovanni Paolo II. Viganò è stato accusato di aver divulgato un solo astratto della lettera di Benedetto XVi, laddove il Papa emerito sembrava negare che vi fossero diversità pastorali e teologiche con Bergoglio. Ne è nata una polemica e quando sui media è uscito il testo completo della lettera di Ratzinger con le critiche che smentivano in gran parte i commenti positivi divulgati dalla Santa Sede, a Viganò, travolto dalle polemiche, non è rimasto che dimmertersi.

Il compito di Ruffini quindi non si presenta niente affatto facile, ma va detto che non lo fu nemmeno quando nel 2014 fu chiamato a dirigere la Tv dei vescovi. Anche allora la sua nomina seguì a forti polemiche.  

Ruffini oltre che un famoso giornalista, con una brillante carriera tanto nella carta stampata che in televisione, è nipote del cardinale Ernesto Ruffini e figlio dell’ex ministro democristiano Attilio. Lo zio cardinale fu per lunghi anni arcivescovo di Palermo ed insieme al potente Alfredo Ottaviani, il capofila del fronte dei porporati tradizionalisti più critici verso il Concilio Vaticano II e le innovazioni liturgiche. Paolo dallo zio non ha sicuramente ereditato il conservatorismo cattolico, visto che è da sempre vicino al centrosinistra; approdò in Rai con la benedizione dell’Ulivo all’epoca del primo governo Prodi dopo anni di cronaca politica a Il Messaggero; in quota al Partito Popolare italiano ottenne prima la direzione del Giornale Radio Rai e successivamente la direzione di Rai3, la rete della Rai storicamente appaltata alla sinistra.

Era il 2002 e al governo c’era Berlusconi. All’Ulivo, allora in minoranza nel Cda Rai, fu lasciata a disposizione, per un consolidato patto non scritto ma sempre rispettato sin dai tempi della prima repubblica, la terza rete del servizio pubblico, mentre Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc e Lega si spartivano i primi due canali, Raiuno e Raidue; pertanto nel dividere le posizioni di vertice su Rai3, il centrosinistra decise di assegnare la direzione di rete all’area cattolica e quella del Tg3 all’area diessina. Così Ruffini fu promosso direttore di Rai3 e sembrò riscuotere pure il gradimento del centrodestra che lo considerava un moderato. Quello stesso centrodestra che nel 2009 chiese ed ottenne dal Cda la sua testa, giudicando Rai3 un canale dichiaratamente antiberlusconiano ed antigovernativo. Al suo posto fu insediato Antonio Di Bella, area Ds.

Ruffini accusò la Rai di discriminazione politica e, facendo leva sugli alti indici d’ascolto della sua rete, avviò una vertenza giudiziaria per ottenere il reintegro alla direzione. Il Tribunale di Roma accolse il suo ricorso e la Rai, dopo un’iniziale rifiuto legato alla possibilità di ricorrere in appello, decise di reintegrarlo, anticipando anche il giudizio di secondo grado ugualmente favorevole al direttore. Tuttavia il divorzio con la Rai era solo rimandato ed avverrà nell’ottobre del 2011 quando Ruffini stesso chiederà la risoluzione del contratto per andare a dirigere La7. Il centrodestra vede Ruffini come il fumo negli occhi, per la sua attitudine a concedere ampio spazio nelle emittenti da lui guidate ai conduttori e ai comici più marcatamente antiberlusconiani, ad iniziare da Michele Santoro, Serena Dandini, Sabina Guzzanti, Maurizio Crozza, anche se va detto ad onor del vero che a La7 proprio per volontà di Ruffini, ha trovato collocazione anche l’ex leghista e oggi deputato M5S Gianluigi Paragone. 

La sua nomina a capo di Tv2000 fu letta polemicamente visto che per far posto a lui fu scalzato l’ex direttore Dino Boffo fedelissimo di Ruini prima e di Bagnasco poi. Boffo pare fosse diventato inviso agli occhi di Francesco per alcune posizioni da questo assunte a difesa dei vertici Cei. Come quando ad esempio raccontò la temporanea conferma di monsignor Mariano Crociata alla segreteria come un attestato di stima del Papa per il suo operato. In realtà Francesco si era limitato soltanto a prorogare Crocetta in attesa di scegliere il suo successore, cosa che fece poco tempo dopo nominando Crocetta vescovo di Latina e indicando al suo posto il fedelissimo Nunzio Galantino. Boffo inoltre era visto come continuatore della linea Ratzinger- Ruini, una linea quindi conservatrice e di destra, non propriamente in linea con lo sprito progressista di Francesco. Diversamente da Ruffini che era invece un cattolico di sinistra. E in questi tre anni per molti aspetti Tv2000 è sembrata rispecchiare il modello della Rai3 proprio di epoca “ruffiniana”

Quella di Ruffini potrebbe essere soltanto la prima di una serie di nomine in grado di aprire sempre di più ai laici le stanze del Vaticano. E la Curia romana (se così si può ancora chiamare) pare sia in fibrillazione soprattutto perché appare evidente l’imprevedibilitàù.  di Bergoglio e la sua volontà di stravolgere e rompere tradizioni e prassi consolidate.

Condividi!

Tagged