Governo, parla Gasparri (FI): “Finita luna di miele Lega-M5S. Salvini rifletta”

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Sembra finita la luna di miele fra Matteo Salvini e gli alleati del Movimento 5Stelle. Al leader della Lega sono iniziati ad arrivare i primi stop per ciò che riguarda le politiche sull’immigrazione, al punto che oggi al vertice di Innsbruck cui parteciperanno i ministri dell’interno europei, Salvini andrà con una posizione più morbida rispetto a quella da lui annunciata, frutto di una mediazione portata avanti dal premier Conte. Lo Speciale ne ha parlato con il senatore di Forza Italia ed ex ministro Maurizio Gasparri, che ha pure commentato le dichiarazioni del ministro Paolo Savona sul rischio di un’uscita dall’euro decisa da altri.

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Nel Governo iniziano ad arrivare le prime frenate alla politica di Salvini. Sulla chiusura dei porti sembra vacillare anche l’asse con il titolare delle Infrastrutture Toninelli. E’ finita la luna di miele fra Lega ed M5S?

“Era prevedibile che nascessero frizioni fra due partiti diversi sotto molti punti di vista. Vediamo come saranno in grado di gestirle. Agli amici della Lega avevamo annunciato che sarebbe successo. Alla fine riusciranno a ricomporre e superare queste divergenze, ma restano comunque delle diversità di fondo che non potranno non emergere. Per questo restiamo dell’idea che vada ricomposto il centrodestra, che ha una perfetta omogeneità di programmi, archiviando al più presto questa fase anomala. Ma questo non dipende soltanto da noi”. 

C’è chi dice che Salvini stia iniziando ad esagerare chiedendo la chiusura dei porti alle navi delle missioni internazionali. Come risponde?

“Quando è stata messa in atto quella giusta stretta nei confronti delle navi delle Ong, feci presente che, oltre a quelle, c’erano navi commerciali, navi militari, navi della Guardia Costiera, una miriade di imbarcazioni in giro per il Mediterraneo. Chiedevo cosa sarebbe avvenuto nei confronti di tutte queste. Penso occorra una politica a 360 gradi, tanto è vero che il ministro degli Esteri Maoavero andando in Libia nei giorni scorsi, ha trovato e rilanciato il trattato di amicizia Italia-Libia fatto da Berlusconi. Come centrodestra, noi insieme alla Lega, abbiamo portato avanti una politica di prospettiva, di accordi, di dialogo. O si conduce un’azione di questa natura, o altrimenti coperta una falla se ne aprirà subito un’altra”.

Oggi ad Innsbruck Salvini incontrerà l’omologo tedesco Seehofer, lo stesso che ha rischiato di mettere in crisi il governo di Angela Merkel sui migranti. Vede positivamente questo asse?

“Ognuno vuole bloccare l’ingresso di clandestini nei propri confini, però il problema vero è che se non blocchiamo la frontiera europea del Mediterraneo, poi ci saranno litigi fra Italia e Austria e fra Austria e Germania. Quindi vanno bloccati gli ingressi in Italia e questo avverrà soltanto se tutti gli stati europei investiranno nei paesi africani per impedire le partenze. La frontiera mediterranea è il confine dell’Europa, non soltanto dell’Italia”.

Ma Seehofer è l’interlocutore adatto?

“Tutti gli interlocutori sono importanti, ma poi ognuno deve pensare che il problema vero non sono i passaggi secondari, ma gli ingressi primari, ossia chi varca nel Mediterraneo il confine europeo”.

Ieri il ministro Savona ha parlato del “cigno nero” ossia del rischio che altri possano farci uscire dall’euro. Ha ribadito la necessità di essere pronti ad ogni evenienza con un piano B. Come commenta?

“Ha richiamato uno spettro che sta nell’angolo, ed è rappresentato dalla debolezza economica e strutturale dell’Italia. Si è trattato di un discorso teorico inserito in un quadro più generale, ma comunque il richiamo c’è stato. Questo fa pensare ai rischi che il nostro Paese potrà correre con una guida di governo debole e confusa”.

Quindi un rischio concreto?

“Purtroppo sì e c’è solo da sperare che quel cigno nero non si muova dalle nostre parti”.

I costi di un’eventuale uscita dall’euro saranno maggiori o minori della nostra permanenza nella Ue?

“Uscire dall’euro sarebbe un disastro. Anche se non ci piace, sarebbero molto maggiori i danni in caso di uscita, rispetto ai costi che dovremo sostenere restando dentro l’unione monetaria. Avremmo soltanto tanti guai che non possiamo permetterci assolutamente”.

E’ partita la fase di riorganizzazione di Forza Italia. E’ la strada giusta?

“E’ importante rafforzare Forza Italia nell’ottica del centrodestra. Senza di noi il centrodestra è impossibilitato a vincere e a competere. La nostra presenza è dunque essenziale per avere una coalizione maggioritaria e soprattutto vincente. La fase di riorganizzazione avviata da Berlusconi è sicuramente la strada giusta per coniugare esperienza e innovazione”.

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