MIGRANTI/L’Europa s’è desta. O è l’inizio della svolta o della fine

Politica

Ci sono due interpretazioni possibili alla sospirata ed oggi effettiva distribuzione dei migranti avvenuta nei giorni scorsi. Ora che la responsabilità sui migranti in mare viene suddivisa tra Stati diversi prima del loro approdo e sbarco (Spagna, Germania e Portogallo, Malta hanno dato il loro ok), la reazione più facile è l’esultanza.

Ma davvero problema risolto e tutti a casa, anzi a casa degli altri senza più effetti negativi su sicurezza e occupazione?

Per il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi intervistato da Libero, il governo ha risvegliato l’Europa con azioni e proposte motivate e sostenibili. La sostenibilità, ovviamente, è vista laddove c’è redistribuzione e non blocco degli arrivi, che in questa situazione continueranno ad essere effettuati, con la certezza di essere finalmente accolti.

All’ultimo vertice Ue il modello Italia, quello di una vera politica comune per l’immigrazione, ha trovato il suo accordo, ricordando però che il famoso Regolamento di Dublino riguarda solo il diritto di asilo. E allora? Se si tratta di migranti economici non cambia nulla, non possono essere ospitati nelle strutture che sono preposte a loro, ma come scremarli? 

Due gli impegni basilari che il governo italiano ha chiesto all’Europa e che ricorda Moavero:  investire nei Paesi d’origine dei migranti, cosa interessante per le nostre aziende e contro i trafficanti di uomini, e costruire centri di assistenza in più Stati Ue e lungo le vie seguite per arrivare da noi.

Obiettivo: ridurre il flusso dei migranti. Gli impegni scritti ci sono, manca l’attuazione. Il ministro spiega che “c’è un costante, stretto coordinamento, presieduto dal premier Conte, tra i ministri competenti: Salvini, Trenta, Toninelli e io. Sabato abbiamo deciso di inviare una lettera formale ai leader Ue, richiamandoci alle innovative conclusioni del vertice di fine giugno e sollecitandone l’applicazione. Contengono parole esplicite, come condivisione e azioni complementari“.

Mai più navi ong Aquarius o casi Lifeline? “Ora stiamo agendo a valle di precise indicazioni del Consiglio Europeo, dunque in un quadro istituzionale strutturato, seppure volontario” ha spiegato Moavero spiegando che le “le iniziative del ministro dell’Interno non contraddicono gli accordi europei. Questi richiedono una condivisione degli sforzi tra i Paesi. Dal vertice è venuta fuori una linea di direzione politica della Ue finalmente chiara e noi sollecitiamo i partner ad applicarla con lealtà”.

Il problema è che i conti non tornano ancora. Se a Pozzallo sono sbarcati 450 migranti e di questi 50 a testa se li sono presi Francia, Malta, Germania, Spagna e Portogallo… 50 x 5 = 250 migranti. Più i nostri. Rimangono ancora molti migranti senza “casa”, fate voi i conti, e chi se li prende?

C’è poi il problema che solo i richiedenti asilo saranno accolti, occorre sempre uno sforzo economico notevole per scremare la moltitudine di loro che nel tempo arriverà, e il ritorno alle loro terre come avverrà? Il sistema reggerà? 

Moavero è convinto che nel tempo affronterà il viaggio solo chi può realmente sperare nell’accoglienza. Certo, un punto interrogativo rimane. Siamo in grado, poi di assicurare che non fuggiranno dai centri in cui dovranno essere valutati i loro status coloro che non lo meritano?

E quanto durerà la promessa? In Europa, a parte i vincoli di bilancio, gli altri vincoli lasciano a desiderare.

Insomma, sicuramente un passo avanti, ma il dramma dell’immigrazione in Europa appare aperto e non chiuso. Se l’aiuto sarà sincero, possiamo dire che l’Europa sopravviverà. Ma se è solo un effetto tampone, la ferita si riaprirà prima dell’immaginabile.

 

 

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