Via alla causa di beatificazione, Chiaretta (Corbella) diventerai quello che sei sempre stata

Politica

Il 13 giugno 2012 moriva Chiara Corbella, a 28 anni e dopo un calvario personale che solo a raccontarlo mi colpisce ancora per l’assurda atrocità degli avvenimenti. E’ notizia fresca che Chiara, compagna di un viaggio di fede illuminato dalla sua presenza, diventerà quello che è sempre stata e continua ad essere: una beata e santa donna, moglie e madre.

Ora la diocesi di Roma ha pubblicato l’Editto in cui si annuncia l’apertura della sua causa verso la beatificazione.

La sua storia, che in tanti abbiamo vissuto da vicino, ha commosso il mondo come queste sue parole: “Nel matrimonio il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita (…) Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa e che cerca di metterci paura del futuro, ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi” scriveva allora Chiara.

Da allora articoli, incontri, testimonianze sulla sua vita e sui suoi piccoli grandi amori sono sempre più frequenti, come gli omaggi alla sua figura esile, ma tenace. Avevo già scritto di Chiara in passato, definendola una ragazza solare, semplice anche se di un’eleganza sopraffine, un volto bellissimo che le donava una femminilità spiccata. Per me, e per i tanti che l’hanno conosciuta, non apparteneva a quella categoria di cattolici col dito puntato o sempre tristi e accusatori. Aveva sempre un sorriso beato sul viso, anche quando per non abortire ha affrontato a vele aperte una mare pieno di scogli e insidie, e destinato purtroppo al suo naufragio corporale.

La sua storia è anche quella di Enrico, suo marito. Si erano sposati giovanissimi, con la fede e tanti progetti. Poi la scoperta, nei soliti controlli ecografici, di un figlio che non avrebbe vissuto oltre qualche minuto. E quella di un secondo, con altre problematiche, e con lo stesso destino avverso. Chiara e Enrico hanno accettato tutto questo con naturalezza, dandosi da fare per evitare il peggio, lottando con determinazione ma senza agitazione (per noi sarebbe inconcepibile quella pace che trasmetteva la sua persona).

In loro non abbiamo mai visto rassegnazione, ma sempre umiltà profonda, e così hanno stretto tra le braccia prima uno, poi l’altro figlio, e li hanno salutati.

Erano riusciti a fare tutto questo ispirandosi al punto di riferimento più amato: San Francesco, nome che poi hanno dato al loro terzogenito. E proprio con il terzo figlio è arrivata un po’ di pace: era sano. Ma stavolta è Chiara si è ammalata. Di una malattia violentissima, un “drago” che a 28 anni l’ha portata via, costringendola a non abbracciare troppo il suo Francesco, per non abituarlo al calore di una madre che non ci sarebbe più stata da lì a poco e prepararlo al distacco.

Chi l’ha conosciuta, e sa chi è stata, conosce i suoi “piccoli passi possibili” giornalieri, e non può che ammirare come il “giogo” le appariva davvero leggero, e come lo ha vissuto con una pace interiore che sfiorava il miracoloso.

Lei così pura, bella da impazzire. Come scrisse Enrico, nel santino in suo ricordo, è nata come “per ri-meravigliare ancora di più gli increduli”. Ora la sua forza è diventata feconda. Rigogliosa.

E finalmente è arrivato il documento ufficiale della diocesi di Roma, che reca la data del 2 luglio scorso la firma del cardinale vicario per la diocesi di Roma Angelo De Donatis del notaio Marcello Terramani. L’Editto sarà affisso alle porte del vicariato di Roma e lì resterà per i prossimi due mesi, mentre si procede alla raccolta della documentazione necessaria perché possa essere avviato il processo.

“La sua oblazione rimane come faro di luce – è scritto nell’Editto del vicariato di Roma – della speranza, testimonianza della fede in Dio, autore della vita, esempio dell’amore più grande e della morte” .

E beata è colei che sa accogliere e vivere fino in fondo la verità: Chiara lo è sempre stata ripeto. 

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