Open Arms, parla Molinari (Lega): “Perché ha rifiutato lo sbarco in Italia?”

Interviste

“Andiamo in Spagna perché l’Italia non è un porto sicuro, né per noi, né per le persone che salviamo e che tu vuoi rimandare in Libia. Ti manderemo una cartolina”. Così hanno risposto a Salvini i responsabili della Ong spagnola proprietaria della nave Open Arms, che ha scelto di non attraccare a Catania ma di fare rotta verso la Spagna con a bordo la camerunense Josephine sopravvissuta all’ultimo naufragio nel Mediterraneo. Secondo il Ministro il rifiuto di sbarcare in Italia sarebbe la dimostrazione che la Ong “potrebbe avere qualcosa da nascondere a bordo”. Lo Speciale ha intervistato il presidente del gruppo parlamentare della Lega a Montecitorio Riccardo Molinari. La Ong ha accusato il Ministro dell’Interno italiano di aver “assoldato” i militari della guardia costiera libica che avrebbero lasciato annegare i migranti che si rifiutavano di ritornare in Libia. Versione confermata dal cestista spagnolo Marc Gasol che era a bordo della Open Arms come volontario, ma smentita da una troupe tedesca che avrebbe seguito le operazioni di salvataggio della guardia costiera libica.

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Sta montando la protesta contro Salvini accusato di aver fatto aumentare il numero dei migranti morti in mare. Il ministro smentisce e parla di “colpo di coda degli scafisti”. Condivide?

“Riteniamo vergognoso il tentativo di strumentalizzare i morti in mare per contrastare la politica di rigore del Governo sull’immigrazione. Restiamo convinti che il modo migliore per evitare altre tragedie in mare sia quello di bloccare le partenze, perché a fronte di due o tre morti che ci mostrano i media, ce ne sono altri centinaia che nessuno vede e che resteranno senza nome. Il fenomeno da contrastare è dunque quello dell’immigrazione clandestina gestito dagli scafisti, che sono i principali colpevoli dei naufragi nel Mediterraneo. Per quanto riguarda poi l’attività delle Ong la nostra posizione è altrettanto chiara. Abbiamo sempre sostenuto che, fino a quando ci saranno delle navi che svolgeranno il ruolo di taxi del mare, l’immigrazione clandestina sarà destinata ad aumentare. Noi ovviamente restiamo fermi sulla linea del rigore”.

C’è chi evidenzia come, negli ultimi cinque anni nonostante gli annegati siano stati moltissimi, l’unica immagine forte che si ricordi sia stata quella del corpo del bimbo siriano sulla spiaggia. Adesso invece non si fa che mostrare foto di cadaveri. Non sarebbe il caso di evitare di farlo come avvenuto prima dell’avvento di questo Governo? O è tutta un’operazione politico- mediatica?

Guardi, io non sono un complottista e lascio che siano le autorità competenti ad appurare cosa è accaduto. Mi meraviglio soltanto del fatto che la Open Arms, nonostante l’apertura dei porti siciliani da parte del Governo italiano, abbia deciso di andare altrove. Perchè? Io non ho titolo per dire se le loro accuse nei confronti della Guardia Costiera libica siano o meno fondate, ma non posso accettare il fatto che si dica che i nostri porti, siccome c’è Salvini al Viminale, non sono più sicuri. Peccato che proprio la linea dura del Ministro dell’Interno e della Lega abbia portato a conseguire ciò che per anni non si era mai riusciti ad ottenere, ovvero la redistribuzione dei migranti nei vari Paesi europei. In un mese certamente non si può ottenere il centro per cento dei risultati, ma se confrontiamo gli sbarchi dello stesso periodo dello scorso anno con quelli delle ultime settimane ci accorgiamo della differenza sostanziale. Da circa 30mila siamo scesi a poco più di tremila con una riduzione del 90%”.

Le accuse della Open Arms contro la Guardia costiera libica risulterebbero smentite dalle testimonianze di una troupe tedesca che avrebbe filmato le operazioni di salvataggio. Eppure nonostante questo si continua a ritenere credibile la versione della Ong in quanto confermata dallo sportivo Marc Gasol imbarcato sulla nave come volontario. Perché due presunte verità così contrastanti?

“Personalmente non ho elementi per dire chi abbia ragione, e quindi non prendo per buona né l’una, né l’altra, ma già il fatto che esistano versioni contrastanti dovrebbe consigliare maggiore prudenza da parte di tutti. Resta il fatto che, qualora fosse appurato un comportamento disumano da parte dei libici, resta da capire perché la Ong non sia voluta sbarcare in un porto italiano. Questa mi sembra una vistosa incongruenza che suscita in me forti dubbi e perplessità. Motivare la scelta di fare rotta verso la Spagna in base al presupposto che in Italia i migranti rischierebbero di essere rispediti in Libia mi sembra una giustificazione molto poco convincente e che alla fine non sta nemmeno troppo in piedi”.

Da cosa deriverebbe secondo lei il rifiuto?

“Non ne ho idea”.

Manifestazioni con le mani sporche di sangue davanti al Viminale, post in cui Salvini viene descritto come “assassino di bambini”. Qualcuno, come ad esempio il filosofo Paolo Becchi, vede un disegno ben preciso rivolto a creare il mostro razzista e xenofobo da abbattere aumentando la tensione sociale e l’odio politico. Vede questo rischio?

“La demonizzazione contro Salvini e la Lega va avanti da tempo ed è inevitabile che aumenti adesso che siamo andati al governo del Paese. Anche i media ci mettono sicuramente del loro e credo sia sotto gli occhi di tutti, come da parte di certi organi d’informazione, ci sia sempre stato in passato un atteggiamento molto più benevolo verso altri leader politici, premier o ministri. Per il momento però mi sembra che il confronto, seppur nell’ambito di toni accesi, sia ancora confinato nel campo della dialettica politica. Non vedo sinceramente un clima di odio montante. Quando una forza come la nostra, con posizioni radicali, vince le elezioni e va a governare, è legittimo che vi sia chi la pensi diversamente. Poi sono sempre i cittadini a decidere. L’unica anomalia è data dal fatto che contro di noi c’è un fronte compatto dell’editoria italiana che non si era mai visto prima. Ma forse è proprio questo che ci fa guadagnare consenso fra la gente”. 

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