Tria “chiude i rubinetti” al Governo: “Sì al programma ma nei limiti”. Irritazione M5S

Politica

“Il programma di governo sarà applicato entro i limiti delle compatibilità di bilancio”. Lo ha ribadito il ministro dell’Economia Giovanni Tria intervenendo a Buenos Aires alla riunione del G20 dove ha rassicurato gli investitori internazionali. Il responsabile delle Finanze è stato molto chiaro: “Sono aumentati i rischi al ribasso sulla crescita. Se la crescita rallenterà – ha spiegato – è ovvio che le manovre economiche sono più complicate, di fronte a un rallentamento non si faranno manovre pro-cicliche”. Il che tradotto sta a significare che non si ricorrerà a nessuna manovra bis.

Poi Tria aggiunge: “Vogliamo applicare il programma del governo, ma mantenendoci ovviamente nei limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati ed evitare l’instabilità”. Il che tradotto potrebbe essere letto per l’ennesima volta come un anticipo di stop ai progetti del duo Salvini-Di Maio. Il primo per ciò che riguarda la flat-tax, il secondo il reddito di cittadinanza.

Non sono stati giorni facili per il titolare di via XX settembre reduce da un lungo braccio di ferro sulle nomine con gli alleati. Alla fine però Tria l’ha spuntata tanto sulla Lega che sul M5S riuscendo ad ottenere dal Governo il via libera alla nomina di Alessandro Rivera, come direttore generale del Tesoro. E ora la parola d’ordine del Ministro sembra essere soltanto una: rigore nei conti pubblici contro ogni pretesa di sforare i parametri laddove dovessero essere da ostacolo alla realizzazione del contratto di governo.

Una linea che apparirebbe in aperto contrasto con quella dei principali azionisti della maggioranza, Lega ed M5S che non intendono anteporre le esigenze di bilancio alla piena realizzazione degli obiettivi stabiliti nel programma concordato. Di Maio ne sa già qualcosa visto che con Tria ha dovuto mediare non poco per poter portare in porto quel Decreto Dignità che oggi approderà in Parlamento. 

Tria sembra ora confermare che l’Italia non metterà mano alla correzione dei conti pubblici da 5 miliardi richiesta dalla Commissione europea entro la fine dell’anno. E al termine del vertice ha dichiarato: “Il G20 è stata un’occasione per spiegare le intenzioni del governo italiano, e l’accoglienza è stata molto positiva. E’ nostra volontà applicare il programma del governo mantenendosi ovviamente entro quei limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati ed evitare l’instabilità”.

Al momento nel Governo sembra tornato il sereno dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche se ci sarebbero forti malumori in casa Lega per l’esito delle nomine e soprattutto per ciò che riguarda Cassa Depositi e Prestiti e la direzione generale del Tesoro. Nomine che alla fine hanno accontentatato sia Tria che il M5S, ma non il Carroccio anche se Matteo Salvini per il momento sembra deciso a smorzare le polemiche e a gettare acqua sul fuoco.

In compenso a creare nuove fibrillazioni ci ha pensato Bruno Vespa con un editoriale sul quotidiano Il Giorno. Scrive infatti il conduttore di Porta a Porta commentando la decisione di Tria di concedere semaforo verde alla nomina di Fabrizio Palermo alla guida della Cassa Depositi e Prestiti caldeggiata da Di Maio: “Il vero problema di cui la nomina di Fabrizio Palermo è solo la punta di un iceberg profondo – scrive Vespa – è che Tria ritiene di rispondere soltanto al presidente del Consiglio. E Conte fatica assai a fargli capire che lui stesso deve mediare con i politici che l’hanno scelto. Ieri, insieme con Di Maio e Giorgetti, è riuscito a convincerlo, ma la battaglia è quotidiana. Il Movimento 5 stelle non lo digerisce e vorrebbero sostituirlo proprio con Giancarlo Giorgetti. Ma – conclude Vespa – è difficile che Salvini ci stia, visto che il sottosegretario alla Presidenza è il vero macchinista del governo. È comunque importante che Tria resti al suo posto. E pazienza se i suoi interlocutori hanno dovuto fare scorte importanti di Maalox”.

Condividi!

Tagged