Come sta il Pd? Stato di salute o saluti news

Politica

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“Non siamo un partito in stand-by”. E’ il commento del giorno sul Partito democratico fatto dal segretario reggente Maurizio Martina, intervistato a Non Stop News su Rtl 102.5.

Non è vero che non ci sono difficoltà per Martina. Ma Carlo Calenda che chiede un Fronte Repubblicano, Renzi che prepara il partito modello Macron, sono solo gossip? Per lui “quando c’è un cambiamento di scenario politico, come accade oggi, c’è difficoltà a muovere l’iniziativa” e quindi diciamo pure che è naturale avere dei colpi di assestamento.

E mentre l’ex inquilino del Mise si candida a federatore di una nuova area politica anti-sovranista, di fatto non mollando l’intento di creare qualcosa di alternativo al Pd, ma anche a Renzi, la cosa migliore è fare opposizione e tentare di aggregare contro l’avversario.

Meglio puntare il dito contro gli altri allora. “Pensiamo che i provvedimenti di questo governo siano dannosi per il Paese . ha dichiarato poi Martina – Il decreto dignità si sta rivelando un clamoroso boomerang. E’, nei fatti, un decreto che è assente” ma “noi proponiamo di rendere più vantaggioso il contratto a tempo indeterminato, sia per l’impresa, che per il lavoratore. In queste ore, migliaia di lavoratori stanno ricevendo lettere per il mancato rinnovo del contratto a termine, in ragione del decreto dignità”.

Ma il Pd cosa propone? “Un vero intervento che tagli permanentemente il costo del lavoro. Noi proponiamo di tagliare un punto sul costo previdenziale all’anno per 4 anni” e di “rendere più vantaggioso contratto a tempo indeterminato, sia per l’impresa, che per il lavoratore”.

Il partito democratico vuole lavorare in Parlamento su 10 proposte “che insistono sul lavoro stabile, che possono aprire spazi di novità, per esempio il salario minimo per chi non è in un Ccln. Perchè non sperimentiamo un salario minimo legale come in altri Paesi?” chiede Martina.

E tra queste proposte appare il taglio del costo del lavoro a tempo indeterminato: un punto all’anno per quattro anni dei contributi a carico dei lavoratori.

Ma decreto dignità a parte, è il Pd a restare sotto la lente di ingradimento, tanto più che l’opposizione come ha detto ieri Alessadro Di Battista, appare divisa e ininfluente.  “I loro esponenti  – ha scritto ieri su Fb parlando anche di Forza Italia– stanno pensando a come riciclarsi, lo sanno anche i sassi aggiungendo che “le forze politiche iniziano a morire quando pensano più all’autoconservazione che agli interessi dei cittadini. E’ quel che è successo a Forza Italia o al Pd in fondo”.

 

 

 

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