Tutta la verità di Di Battista: perchè ha sempre preferito la Lega e la fine di Pd e Fi

Politica

Il Pd e Forza Italia sono defunti. Parola di Alessandro Di Battista (M5s) che usa Facebook per inviare messaggi politici ai tanti, troppi, che mirano a mettere in crisi il governo, attraverso la strategia della divisione tra i giallo-verdi. Ma quali contrasti o addii, qui il rapporto fila bene e gli obiettivi continuano ad essere al centro dell’azione di governo.

Per Di Battista al contrario, è l’opposizione ad essere finita, “i loro esponenti  – dice su Fb – stanno pensando a come riciclarsi, lo sanno anche i sassi aggiungendo che “le forze politiche iniziano a morire quando pensano più all’autoconservazione che agli interessi dei cittadini. E’ quel che è successo a Forza Italia o al Pd in fondo”.

A quanti come il senatore Fi, Luigi Vitali, spiegano che Di Battista avrebbe la mission della demolizione della leadership Di Di Maio “facendo finta di emularlo ed incoraggiarlo, ma in effetti creandogli problemi ogni giorno”, risponde non solo allontanando la profezia di implosione del Movimento 5 Stelle che sarebbe vicina, ma elogiando il vice premier e collega: “Siamo fortunati ad avere un ministro come Luigi. Ha già preso decisioni estremamente coraggiose e presto ne prenderà altre. Il suo coraggio è un esempio per me e spero lo sia per tutti gli esponenti M5S”.

Insomma, il Movimento va d’amore e d’accordo. Non si può dire lo stesso del Pd, dove la lotta al suo interno è più che accesa, nè di Forza Italia che sarebbe a rischio transfughi, secondo alcune indiscrezioni giornalistiche. Per questo Di Battista, ‘l’americano’, non ha dubbi: “”C’è chi mi chiede come si possa governare con la Lega. Se avessimo fatto un contratto con il Pd a migliaia ci avrebbero chiesto: ‘come potete governare con il partito dell’arrestato Pittella?“. scrive su facebook .

D’altronde un governo solo del Movimento non è stato possibile realizzarlo, con quella legge elettorale costruita apposta – secondo i grillini – per penalizzarli, quello che è stato fatto è il massimo del possibile per tentare di entrare nei gangli delle istituzioni e cambiarli dal di dentro.

Il 32% dei consensi rimaneva comunque una precentuale ampissima, che rischiava di sparire con un accordo con il Pd “(non hanno voluto loro tra l’altro) – racconta Di Battista – e ho sempre preferito l’ultima ipotesi, la Lega. Perché mi piace la Lega? Niente affatto. Solo perchè ho sempre reputato il Pd, soprattutto finchè il giglio morente continuerà ad imperversare, il partito più legato alle lobbies d’Italia”

Di contro il Pd accusa i pentastellati, utilizzando il decreto che chiamano ‘dignità’, “di propaganda, poche idee ma confuse” attraverso Tommaso Nannicini, esponente della segreteria nazionale del Pd.

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