Sgombero rom al Camping River, il giorno dopo son polemiche (anche di quartiere)

Politica

Condividi!

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dato ragione all’Italia. Lo sgombero di rom al Camping River era corretto. La “terza via” per il superamento dei campi rom è giusta. Per il sindaco di Roma Virginia Raggi che ieri esultava al grido di “Fermezza, legalità e tutela dei diritti delle persone”, si tratta di una vittoria importante sostenuta anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Ma la cittadinanza, il giorno dopo, si divide. 

Prima i dati: 180 agenti della municipale con polizia e Carabinieri e 150 persone sgomberate. Di cui però non è ancora chiaro il destino. Quali soluzioni sono state prospettate? Dove vivranno bambini, con le loro famiglie?

C’è chi come Riccardo Magi, ex radicale doc, parla di “Salvinizzazione della Raggi preoccupante” e punta il dito sull’assenza di strategia che rischia di diventare un boomerang per il sindaco. Anche perchè il piano di superamento dei campi della Giunta necessita di soluzioni alternative che non siano la separazione di nuclei familiari. Infatti ci sono molti bambini in strada e la più piccola, Alexia, ha 20 giorni.

Il punto è anche il trasferimento presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale di questi rom: continuiamo a mettere a loro disposizione soluzioni provvisorie? E spostarli da lì a un’altra zona è davvero risolutivo? Intanto il quartiere di Colli Portuensi e Monteverde è sul piede di guerra. Pare che alcuni abitanti del River saranno spostati o nel vecchio ospedale Spallanzani (ma lì ci sono anche molti tossicodipendenti), o nel centro della Croce Rossa di via Ramazzini. La zona è già oggetto di numerosi episodi di delinquenza, e la popolazione sui social fa sentire la sua protesta e la sua paura rispetto al rischio di una gestione colabrodo della questione. Stamane, i gruppi di quartiere su Facebook stanno facendo sapere che presso la Croce Rossa ci sarebbero tre famiglie ospitate temporaneamente perché alcuni componenti verserebbero in situazioni di salute invalidanti e che sarebbe stata la corte di Strasburgo, per non bloccare lo sgombero del River voluto fortemente da Salvini e Raggi, ad aver chiesto l’intervento di strutture adeguate alla situazione e all’assistenza sanitaria.

Sapremo presto qual è la verità.

Insomma bene ripristinare la legalità, ma con un piano preciso, altrimenti si rischia solo di spostare un problema da una zona all’altra. Certo, nel River, pare che vivessero – secondo le fonti giornalistiche – senza corrente e acqua e in condizioni igienico sanitarie precarie. 

Sicuramente, però, unire fermezza ed inclusione finora è sempre stato un fallimento.

Tagged