Marcello Foa, parla Messora: “Perché è l’uomo giusto in Rai. FI deve riflettere bene”

Interviste

Si annuncia un duro braccio di ferro nella Commissione di Vigilanza Rai sulla nomina del nuovo presidente della Rai. Il nome di Marcello Foa, proposto da Lega ed M5S non trova il gradimento delle opposizioni, nemmeno quelle di centrodestra, con Forza Italia che ha annunciato voto contrario, nonostante il proposto presidente sia considerato vicino al Carroccio più che ai 5S. I voti della sola maggioranza però non saranno sufficienti per eleggere Foa. Cosa potrà accadere? Ma chi è davvero Marcello Foa? Lo Speciale lo ha chiesto all’esperto di comunicazione e blogger di successo Claudio Messora, che negli ultimi anni ha contribuito a farlo conoscere ancora di più e meglio al popolo del web, concedendogli spazio e visibilità sul suo video blog ByoBlu  dove Foa ha potuto spesso sostenere quelle posizioni contro-corrente che oggi vengono usate dai suoi detrattori per accusarlo di non essere un “presidente di garanzia”.

LEGGI SU LO SPECIALE LE POLEMICHE SU MARCELLO FOA

Cosa pensa delle polemiche contro Marcello Foa presidente della Rai? Come risponde?

“Marcello Foa è un giornalista che ho avuto l’onore di far conoscere al grande pubblico, su Byoblu, già dal 2013, quando parlò di frame, spin doctor e manipolazione dell’informazione. Da allora il suo impegno è sempre stato quello di far comprendere come funziona l’industria, letteralmente ‘la fabbrica’ dell’informazione, che provoca forti distorsioni della democrazia. È ovvio che il sistema reagisca ferocemente quando si sente minacciato, e Marcello Foa è una minaccia per il vecchio paradigma di controllo dell’informazione”.

Perché sarebbe davvero importante alla Rai avere un presidente come Foa?

“Marcello Foa restituirebbe la Rai al suo ruolo naturale di sostegno e rilancio della cultura, in un Paese che preferisce dare in pasto al popolo panem et circenses. Soprattutto sarebbe un garante impareggiabile della correttezza dell’informazione, perché sia lontana dagli interessi di partito e da quelli delle lobby, ma finalmente di nuovo vicina a quelli dei cittadini. Con Marcello Foa al timone della Rai, il giornalismo tornerebbe ad essere una professione nobile, cosa che troppo spesso non è più”.

Cosa si sente di dire a Forza Italia che ha minacciato di non dare semaforo verde alla nomina di Foa mettendo in serio rischio la riuscita dell’operazione?

“Capisco che la politica sia dare e avere, e immagino che Forza Italia voglia qualcosa in cambio. E capisco anche che per Berlusconi il controllo dell’informazione sia un elemento cruciale, da sempre inseguito anche prima della sua discesa in campo (ricordiamo l’acquisizione de Il Giornale e i dissidi con Montanelli), ma dovrebbero riflettere sul fatto che se i loro consensi sono ormai ridotti al lumicino è perché gli italiani non hanno la percezione che i forzisti stiano dalla loro parte. E se adesso si alleano con il PD (che ha subito un tracollo mostruoso proprio perché ha fatto gli interessi delle élite e non quelli del popolo che doveva rappresentare) in questa battaglia per impedire che gli italiani abbiano finalmente una Rai e un’informazione pubblica di cui andare fieri, allora si uniranno al destino del centrosinistra, e usciranno dalla storia come coloro che potevano almeno all’ultimo agevolare il cambiamento, e invece l’hanno solo rallentato”.

Cosa servirebbe davvero in Rai? Quale primo atto il presidente dovrebbe compiere appena insediato?

“Non ho le competenze di Marcello, che essendo stato allievo di Montanelli e dirigendo il grande Gruppo Editoriale del Corriere del Ticino, avrà già chiaro in testa da dove cominciare. So però cosa mi aspetterei da un grande Presidente: che facesse un discorso generale a tutti i collaboratori e i dipendenti Rai, per dare loro un segnale di speranza, farli tornare ad essere fieri e sicuri di lavorare ogni giorno per migliorare il loro Paese e non per gli interessi di qualcuno, e per dire ai cittadini italiani tutti, che da quel momento la Rai sarà finalmente al loro fianco, per raccontargli il mondo davvero per come è, e non per come qualcuno glielo vuole rappresentare”.

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