Marcello Foa, Fusaro: “Non allineato con l’ordine mondiale dominante. Leu e FI unite la prova”

Interviste

Su Marcello Foa presidente della Rai è scontro Lega-Forza Italia. Gli azzurri hanno infatti annunciato che domani, in Commissione di Vigilanza, bocceranno il nome proposto dalla maggioranza per il vertice di Viale Mazzini. Foa potrà contare soltanto sui voti di Lega, Movimento 5Stelle e Fratelli d’Italia che ieri sera ha sciolto la riserva dando semaforo verde al giornalista. Se però non arriveranno altri voti, la maggioranza richiesta perché Foa possa succedere a Monica Maggioni non ci sarà. Le critiche di Forza italia non sarebbero tanto sulla persona, quanto sul metodo e sulla mancata condivisione delle scelte. Ma il pressing da parte leghista sul principale alleato del centrodestra non sembra deciso a placarsi almeno nelle prossime ore. Sulla questione interviene a Lo Speciale il filosofo Diego Fusaro che spiega perché l’elezione di Foa potrebbe rappresentare una vera svolta.

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Cosa pensa delle polemiche sulla nomina di Marcello Foa a presidente della Rai?

“Ritengo che le proteste contro la nomina di Marcello Foa siano rivelative. Sono il segnale di una spia che ha messo in allarme quelli che io definisco i padroni del discorso che si stanno muovendo in queste ore in modo scomposto. Essi vedono a rischio,non soltanto il monopolio politico di rappresentanza degli interessi del globalismo mondiale e classista, ma temono di perdere anche il monopolio dei mezzi di comunicazione che hanno avuto finora, spesso usando la Rai con una funzione catechizzatrice delle masse, spingendole ad amare soltanto l’ordine mondiale. Questo è lo scenario in cui ci troviamo. Per questo siamo con Foa, augurandoci che possa ottenere il necessario consenso utile ad essere eletto e poi far cambiare definitivamente rotta all’informazione. Un’informazione che speriamo di veder orientata sempre di più  contro l’atlantismo, l’europeismo, contro il capitalismo globalizzato, in favore del recupero della sovranità monetaria, culturale e politica, in difesa dell’ambito sociale contro le politiche liberiste. Questo deve essere il pilastro di una vera controinformazione antagonista”. 

Ma Foa è davvero l’uomo giusto al posto giusto?

“Penso che lo sia, ho grandissima stima di lui sia dal punto di vista umano che professionale, culturale e giornalistico. E’ uno dei pochissimi giornalisti liberi e non allineati capaci di dare voce dal basso, al precariato nazionale popolare finora non rappresentato. E’ la classica voce fuori dal coro e la dimostrazione sta proprio nel valzer scomposto di voci che si sono sollevate indignate contro la sua elezione”.

Quale dovrebbe essere il suo primo atto da presidente?

“Dovrebbe essere quello di garantire un equilibrio di posizioni differenti, come avveniva un tempo quando i tre canali della Rai offrivano visioni diverse del mondo. Oggi invece su qualsiasi canale, a qualsiasi ora del giorno,  passa soltanto il messaggio del pensiero unico imposto in maniera falsamente  pluralistica. Quindi dovrebbe non imporre un punto di vista, ma aprire ad una pluralità di posizioni che riconoscano la loro chiara e diversa impostazione ideologica. Non esistono sguardi neutri ed obiettivi, ma sguardi anche opposti che devono confrontarsi”.  

Come risponde a chi dice che il suo essere sovranista, euroscettico e filo Putin non lo renderebbe un presidente di garanzia?

“Rispondo che nessuno si è indignato se altri presidenti della Rai prendevano parte alle riunioni private di lobby globaliste internazionali e gruppi finanziari, quindi di cosa ci stupiamo? Avremo un presidente non allineato con l’ordine mondiale dominante, che farà prevalere una visione e prospettiva diversa deolla realtà. Marcello Foa è ritenuto inadeguato perché diverge rispetto alla catechesi globalista, questa la sua colpa. Foa rappresenta una di quelle risorse che io nel mio libro ‘Pensare Altrimenti’ definivo le voci disperse del dissenso che devono unificarsi e diventare una sola voce contro la dittatura del globalismo” .

Fratelli d’Italia ha detto sì, voterà per Foa, mentre Forza Italia continua a dirsi contraria. Come giudica l’atteggiamento degli azzurri che rischia di non far scattare l’elezione in Commissione di Vigilanza?

“Commento il no di Forza Italia come la prova provante che oggi non esistono più destra e sinistra, ma soltanto alto e basso. La stessa ideologia globalista ritorna nel Pd come in Forza Italia e nel loro modo di opporsi a Foa come rappresentante dal basso e fautore di un sovranismo inteso come baluardo dei diritti sociali e delle democrazie. Mi meraviglia soprattutto il fatto che Liberi e Uguali si sia appellato a Forza Italia per fermare Foa. Si tratta di un atto a mio modo di vedere assurdo, che la dice lunga sulla coerenza di una certa parte politica che si ostina a considerarsi di sinistra. Dopo vent’anni di antiberlusconismo oggi si appellano a Berlusconi e ai berlusconiani. E’ la dimostrazione lampante della subalternità e del tradimento delle sinistre sempre più asservite al capitale”.

 

 

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