Il giorno del pregiudizio su #FoaPresidente: bocciato. Silvio sa che la ‘rivoluzione’ parte dall’informazione

Politica

Marcello Foa bocciato. Non sarà presidente della Rai. “Con la decisione assolutamente incomprensibile di non votare Foa come presidente Rai @forza_italia cosa spera di ottenere? Non un solo elettore di centrodestra potrà capire questa scelta. Hanno accettato negli anni ogni tipo di sinistro, ma Foa no? Ci vorrà fantasia per spiegarlo” ha scritto in un tweet Claudio Borghi, economista e parlamentare leghista, che ancora non ha chiara la strategia che ha seguito Silvio Berlusconi sulle nomine Rai.

Forse “ogni tipo sinistro” era più in linea col pensiero liberal-pragmatico del Cavaliere, mentre un sovranista con fama di essere un uomo libero di no?

Ma non è l’unico a riflettere negativamente sulla decisione del partito che fu a guida del centrodestra e che oggi, con questa scelta, rischia di buttare al macero una storia e un asse che potrebbe ancora portare frutti. Ieri sera è partito il trend #FoaPresidente che in breve tempo ha superato i 20.000 Tweet in 2 ore e 40 minuti. E questo mentre Marcello Foa, ieri, riceveva il sì del Cda Rai.

Capiamoci su un tema. In questi giorni il giornalista Giannini ha specificato che la Rai è un servizio pubblico e che quindi deve fare un’informazione di questo livello, ma è uno scandalo se dà spazio ad idee sovraniste? E’ reato, magari di opinione, pensarla diversamente sulle soluzioni alla crisi globale?

Il punto è che sembra quasi che il servizio pubblico per le sinistre sia solo quello che garantisce la propaganda del pensiero unico piddin-globalista, ma bisogna essere onesti intellettuali e rimanere liberali per non cadere in alcuni facili tranelli. Il rischio ora, per le opposizioni, è che si venga a creare una crepa ancora più profonda tra il popolo e l’estabilshment.

E’ chiaro che la rivoluzione parte sempre dall’informazione, e questo Berlusconi lo sapeva.  Con #FoaPresidente si sarebbe fatto un altro passo verso il boom di consensi alla Lega. E il popolo, una volta contro-informato a dovere, avrebbe salutato definitivamente Forza Italia.

Ma la storia la gestisce la maggioranza, e la maggioranza a livello istituzionale, non coincide più con quella popolare.

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