Utero in affitto, Pd in corto circuito contro Lo Giudice “versione distorta (liberal) dei diritti civili”

Politica

Ennesimo cortocircuito nel Pd “gestione Martina”. Ieri sera i parlamentari Marinaro, Francesca Izzo e Licia Conte, tra i fondatori dem, hanno scritto un’accorata e dolorosa lettera al segretario, lamentando la nuova pericolosa deriva (laicista) del partito.

In verità iniziata da parecchio tempo, fin da quando Occhetto alla Bolognina, abbandonò il neo-post-comunismo per inaugurare la social-democrazia italica in salsa liberal; quando in sintesi, passò dalla Rivoluzione russa alla Rivoluzione francese, da Marx a Pannella, dalla sinistra doc al partito radicale di massa.

E poi, da Veltroni a Renzi, è stata tutta un’attualizzazione della medesima linea. Fino all’ultima mutazione genetica: il partito della casta padrona, delle banche e degli eurocrati.

Ma torniamo alla cronaca. Oggetto dello scandalo, la nomina di Sergio Lo Giudice, bandiera del mondo Lgbt, a responsabile del Dipartimento tematico dei diritti civili del Pd.

L’accusa rivolta a lui nella sostanza è quella di propagandare, in quanto sponsor e utente, la pratica dell’utero in affitto, considerata da noi un reato. Considerata, in linea di massima, dai succitati parlamentari uno schiaffo ai veri diritti civili. “Sergio Lo Giudice – così hanno scritto nella loro lettera a Martina – rappresenta una versione distorta dei diritti civili, ridotti a bella etichetta per pratiche neo-liberali”.

Molto interessante e divertente: cattoliche di sinistra e femministe di sinistra sul piede di guerra contro le scelte dei vertici dem a difesa dei diritti del corpo delle donne dagli sfruttamenti, gli egoismi e i vizi dei borghesi ricchi, radical e progressisti?
Un vero cortocircuito di sinistra a sinistra.

Ma le Izzo e le Conte dov’erano quando il Pd ha assunto le vesti liberal? Solo ora si accorgono di questa svolta? Oppure la loro è una mera questione di nuovi spazi da occupare? Si vedrà.

Condividi!

Tagged