La guerra dei vaccini, grande caos e sfide al governo giallo-verde

Politica

Luigi Di Maio è a favore dei vaccini ma contro le sanzioni, lo ha detto chiaro e tondo da sempre. Il problema è che dopo aver “allentato” il principio di obbligatorietà, il ministro della Salute pentastellata, Giulia Grillo, è al centro di nuove e dure polemiche.

Ha provato a difenderla, oggi, il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ospite di ‘Agorà estate’ su Raitre: “Credo -sottolinea- che i vaccini siano un tema che nel Paese crea sempre grande discussione. Per questo governo i vaccini sono una priorità, solo che in campagna elettorale abbiamo detto chiaramente che vogliamo che i bambini facciano il vaccino, che i genitori siano sensibilizzati a far fare il vaccino ai bambini, che ci sia massima copertura vaccinale. Ma allo stesso tempo non è solo con gli obblighi, minacciando di non mandare i bambini a scuola, che si riesce ad ottenere questo risultato, perchè se i genitori non vogliono vaccinare i bambini noi dobbiamo agire sui genitori e non togliere anche il diritto all’istruzione ai bambini che non hanno colpe di questa situazione”.

Peccato che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ospite di Radio anch’io su Rai Radio1, parlando di un eventuale ricorso alla Consulta sul rinvio dell’obbligo vaccinale ha sottolineato come i pareri scientifici siano tutti d’accordo e ha stigmatizzato la decisione del ministro così: “Le vaccinazioni devono essere fatte, non si vede perché questa obbligatorietà debba slittare mandando un messaggio contraddittorio. Sento parlare di obbligatorietà flessibile – aggiunge – è una cosa singolare, con gli ossimori non si governa. Oltretutto il principio di continuità credo che dovrebbe valere nell’attività di governo e amministrativa, qui ci sono state persone che si sono impegnate, penso alle scuole, ai dirigenti, ai medici che hanno fatto una operazione si convincimento, adesso lanciare un messaggio contraddittorio penso sia pericoloso, depotenzia questo lavoro fatto e ci mette in uno stato confusionale che non fa bene al Paese”.

Ma Di Maio insiste sull’approccio sbagliato: “Noi dobbiamo coinvolgere le famiglie e spiegargli chiaramente, attraverso il loro pediatra, che devono ascoltare il medico, devono ascoltare il pediatra quando gli dice che devono vaccinare i bambini”.

Insomma i Cinque Stelle sono a favore dei vaccini, la ministra della Salute sta per avere un bambino e lo vaccinerà. Che volete di più?  Il punto per i pentastellati è che non si può non andare a scuola se non ci si vaccina, danneggiando il bambino: “Siamo fermamente convinti – ha voluto concludere il discorso il vicepremier- che le vaccinazioni vanno fatte ai bambini, poi ci sono altre persone che credono che non vadano fatte e quelle persone non la pensano come noi”.

Ma già partita la sfida, a livello territoriale, al governo giallo-verde. In Umbria il vincolo dell’obbligatorietà della vaccinazione per i bambini resterà. “Attorno al 20 agosto porterò il provvedimento in giunta” ha annunciato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, parlando a Il Messaggero. Come verrà applicata (e verrà applicata?) la norma regionale che sanziona l’allontamento da scuola per i bambini i cui genitori non rispettano l’obbligo della vaccinazione?

Ora il timore è che un bambino immunodepresso o un bambino non vaccinato possano avere problemi di salute, allora davvero la polemica sarà servita.

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